L'Europa dichiara guerra a Facebook

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Facebook sì o Facebook no? È già da tempo che si parla dei problemi di violazione della privacy connessi all'utilizzo sempre maggiore che si fa dei social network. E in più di una occasione vi abbiamo avvertito dei pericoli che la rete nasconde. Ed ora anche l'Unione Europea scende in campo preoccupata.

INTERNET DIVENTERA' UNA GIUNGLA? - A intervenire è stato il commissario europeo per la Società dell'Informazione, Viviane Reding, annunciando, attraverso un video sul suo blog, provvedimenti a protezione dei dati personali. Il video inizia con questo avvertimento: “Vuoi che internet diventi una giungla? Potrebbe presto accadere, se non si riesce a controllare l'uso dei dati personali online”. Il pericolo che l'Unione Europea vuole scongiurare è che si passi dal cyberspazio, dove tutti possono facilmente e velocemente reperire informazione per avere una vita più facile, ad una giungla, dove orientarsi diventa difficile e i pericoli sono sempre in agguato.

LE REGOLE VANNO RISPETTATE - Per Viviane Reding “Le regole europee sulla privacy sono cristalline: le informazioni su una persona possono essere usate solo con il suo previo consenso”; le norme quindi ci sono, è però necessario rendere effettivo questo principio per riuscire a tutelare il diritto alla riservatezza dei cittadini europei. E per iniziare il commissario europeo prende in considerazione i social networks.

FACEBOOK NASCONDA I MINORI - Facebook & Co. nel mirino della UE per il fatto di non tutelare a sufficienza le informazioni personali degli utenti. Viviane Reding, nel suo discorso, auspica che i proprietari di tali siti nascondano di default i profili degli utenti minorenni e li rendano inaccessibili ai motori di ricerca. Propone, dunque, che gli stessi gestori creino un codice di autoregolamentazione per tutelare almeno la privacy dei ragazzi, i più vulnerabili agli attacchi di sfruttamento commerciale e pubblicitario. Altrimenti sarà la stessa Commissione europea ad intervenire con nuove regole, più severe.

PUBBLICITA' COMPORTAMENTALE - Ma dall'UE arriva anche un ammonimento verso la cosiddetta “pubblicità comportamentale”, che consiste in tutti sistemi che monitorano la navigazione degli utenti, controllando i siti da loro più visitati, e registrando le proprie “abitudini digitali” per poi inviare messaggi pubblicitari mirati. E la UE non scherza, come dimostra il fatto che la Commissione europea abbia già dato vita ad un procedimento di infrazione nei confronti del governo britannico proprio per non aver messo in atto tutti quegli accorgimenti necessari a proteggere la privacy degli utenti ed aver così permesso un uso illegale della “pubblicità comportamentale” da parte di alcuni provider britannici.

E voi cosa ne pensate? Usate i social network? Ditecelo commentando la news

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