Trollare e Bannare: quello che non sapevi sulle parole che usi sempre

Marcello G.
Di Marcello G.

trollare bannare significato e differenze

Trollare e Bannare: due termini tra i più usati nel gergo di tutti i giorni da chi frequenta il mondo di Internet e le sue derivazioni. Per chi ha confidenza con blog, social network, forum, community sono ormai pane quotidiano. Chi non ha mai sentito dire: “l’ho bannato”? oppure “quello è stato trollato”? Crediamo veramente pochi, specialmente tra i più giovani. E se vi dicessimo che, queste due parole apparentemente ultramoderne hanno un origine antica? Dovete crederci perché, come vedremo, è proprio così. Ne parliamo su Virgin Radio all'interno della trasmissione Buongiorno Dr. Feelgood.

Cosa significano Trollare e Bannare?

Ma andiamo per gradi. Cosa significano Trollare e Bannare? Cominciamo con il primo. Nel linguaggio degli internauti un Troll è chiunque agisca in una comunità virtuale al solo scopo di insultare, creare litigi, portare fuori dal tema della discussione, far arrabbiare gli altri utenti. Insomma, un provocatore.

Gli scocciatori online non fanno più ridere

Le prime tracce del ‘nuovo significato’ risalgono agli anni ’90: il termine Troll è infatti presente negli archivi Usenet, una delle prime grandi comunità web; a quel tempo la parola era inserita nella frase “trolling for newbies” per indicare gli utenti che ponevano in maniera ripetitiva sempre le stesse domande alla community; insomma, degli scocciatori, a cui solo i ‘principianti’ (newbies) potevano dedicare tempo. All’epoca Trollare era ancora usata in modo ironico e scherzoso. Poi, con la diffusione dei social network, anche gli utenti dei gruppi online si sono evoluti, diventando più cattivi e spietati. Tornando a quella che è la loro vera natura.

Troll: da folletti cattivi a malvagi del web

Perché i Troll affondano le proprie radici in epoche antichissime; sono quasi dei personaggi mitologici. Piccole creature fantastiche, tipiche della tradizione nord-europea, dall’indole malvagia. Nel tempo, poi, la parola ha assunto vari significati: nel dizionario inglese, ad esempio, to troll indica il gesto di muovere l’esca per far abboccare i pesci; arricchendo il termine di una matrice non solo cattiva ma anche volutamente ingannevole. Così, oggi, il troll è quel che di peggio si possa trovare in Rete; un tipo che riesce a farsi odiare da tutti. Una persona da Bannare.

L’unica soluzione è bandirli. Anzi, Bannarli

Eccoci, quindi, alla seconda parola. A volte non c’è altra soluzione che impedire al troll di parlare, di esprimersi, d’insultare, di far sentire la sua voce. E, nell’era del 2.0, l’unico modo per farlo è punirlo pubblicamente, vietargli l'accesso alle piattaforme comuni e la possibilità d’interagire con gli altri; in una parola: Bannarlo. Ormai tutti i social permettono infatti d’indicare una persona, denunciarla virtualmente, condannarla all’esilio informatico. Perché l’origine del termine è proprio una derivazione del verbo inglese to ban (bandire, allontanare, escludere). In fondo il popolo della Rete non è molto diverso da una giuria di un tribunale: se non segui le sue regole sei fuori.

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