NASA scopre un nuovo sistema solare: la terra ha 7 ‘fratelli’, può esserci vita

Marcello G.
Di Marcello G.

nasa trappist sistema solare sette pianeti tre abitabili

Una nuova era nella conquista dello spazio potrebbe essere alle porte. Fondamentale, forse, per rispondere a una delle domande che da secoli interessano di più il genere umano: siamo soli nell’Universo? Esistono davvero gli alieni? Perché la notizia con cui la Nasa ha annunciato l’esistenza di un sistema solare molto simile al nostro potrebbe nascondere un mondo di altre scoperte. Anzi, per la precisione 7 mondi: tanti sono, infatti, i nuovi pianeti rilevati all’interno della costellazione dell’Acquario. Il mistero in cui era stato avvolto l’evento aveva già fatto intuire che in ballo ci fosse qualcosa di grosso. Ma questa scoperta apre davvero scenari imprevedibili, compreso quello dell’effettiva esistenza di popoli a noi alieni.

Dalla stella Trappist ai 7 pianeti ‘fratelli’ della Terra


Tutto è nato dall’analisi di Trappist-1, una stella nana rossa (quindi ultrafredda) lontana circa 39 anni luce dalla nostra galassia (in termini spazio-temporali, quindi, piuttosto vicina). Gli scienziati del team internazionale che ha coordinato lo studio – pubblicato sulla rivista specializzata Nature – grazie all’utilizzo del potentissimo telescopio spaziale a infrarossi "Spitzer" si sono presto accorti che attorno ad essa ruotavano ben sette astri con caratteristiche molto simili a quelle della Terra e dei suoi ‘fratelli’. Una sorta di duplicato del nostro sistema solare, con pianeti vivibili e altri impraticabili per gli essere umani.

In 3 dei nuovi pianeti potrebbe esserci vita


Perché la cosa più sorprendente di quella che si annuncia come la scoperta del secolo è che tre di questi pianeti ‘gemelli’ si trovano nella cosiddetta fascia di abitabilità dell’Universo, né troppo vicini né troppo lontani dal Sole. In questi tre mondi – indicati dalle lettere E,F,G – la temperatura sarebbe ‘sopportabile’, sufficiente almeno a consentire la presenza di acqua liquida sulla superficie (proprio come la Terra). Ciò li renderebbe compatibili anche con la presenza di forme di vita (non sappiamo di che genere). Negli altri quattro, invece, le condizioni climatiche – troppo calde o troppo fredde, a seconda della distanza dal Sole - hanno già fatto escludere agli scienziati l’ipotesi che possano essere vivibili.

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La prossima sfida? Osservare da vicino il nuovo sistema solare


Un grande traguardo per la scienza? Neanche per sogno. Quello svelato ieri è solo il punto di partenza verso l’ignoto. La presenza di acqua allo stato liquido, per ora, è infatti solo una teoria che si basa su modelli climatici e sulla distanza dei pianeti dalla stella. L’effettiva presenza di acqua non è ancora stata rivelata né tantomeno sono state scattate immagini della superficie dei tre pianeti da ieri sotto osservazione, ancora troppo distanti per i telescopi attuali. Per questo il prossimo obiettivo sarà mettere in cantiere le strumentazioni adatte per arrivare a guardare più da vicino questo nuovi mondi. Uno sforzo che vale l’impresa: secondo gli scienziati, l'acqua liquida è uno degli ingredienti fondamentali per lo sviluppo della vita come la conosciamo, quindi i pianeti nella fascia di abitabilità sono i candidati migliori per andare a caccia di forme di vita aliene.

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