10 cose che forse non sapevi su Albert Einstein

N. A.
Di N. A.

onde gravitazionali, le cose che non sapevi su Albert Einstein che le aveva teorizzate

Scienziato geniale ed eccentrico, pacifista e attivista per il riconoscimento dei diritti civili, ma anche spia comunista e studente pigro. La figura di Albert Einstein è circondata da tantissime curiosità, alcune delle quali sono soltanto leggende dovute al suo grande fascino. Il 14 marzo del 1879 nasceva uno dei geni assoluti del genere umano. Skuola.net lo vuole ricordare esattamente con 10 cose sulla vita del genio baffuto e spettinato che probabilmente ti sei perso.

10. Non andava (poi così) male a scuola


Spesso si sente dire che Albert Einstein non fosse bravo a scuola. Non è proprio così. Se è vero che non eccelleva in tutte la materie, in matematica e fisica aveva comunque il massimo dei voti e a 15 anni sapeva svolgere senza problemi il calcolo differenziale e gli integrali. Aveva però qualche difficoltà nel rapporto con gli insegnanti, di cui non ne sopportava l'autorità. Ma insomma, chi è che nel suo passato scolastico non ha avuto qualche problemuccio col suo prof?

9. Ha vissuto in Italia


Nel 1894, per un breve periodo di tempo, Einstein abitò con la sua famiglia a Pavia presso palazzo Cornazzani, al numero 11 di via Foscolo. Coincidenza, non fu l'unico inquilino celebre: fino al 1810 lì aveva vissuto Ugo Foscolo, che era stato esiliato da Venezia per ordine di Napoleone. A Pavia il 15enne Albert strinse amicizia con due ragazze di Casteggio, Ernestina e Maja Marangoni, con le quali rimase in contatto per tutta la vita.

8. Non fu ammesso all'accademia


Fu il solo tra i diplomati del suo anno a non conseguire il posto da assistente al Politecnico di Zurigo. Allora trovò lavoro all’ufficio brevetti di Berna, un lavoro certamente umile ma che oltre a dargli il sostentamento economico gli garantiva il tempo libero per i suoi studi, pubblicati poi nel 1905.

7. Sposò sua cugina


Nel 1910 lasciò la prima moglie e iniziò la relazione con Elsa, sua cugina. Rimasero insieme per tutto il resto della vita. Una curiosità riguarda una delle clausole del divorzio di Einstein, che prevedeva un piccolo premio in denaro in caso di vittoria del Nobel, una possibilità che all'epoca della stipula sembrava davvero remota. E che invece si concretizzò nel 1921.

6. Fu un genio incompreso: non gli hanno creduto


In pochi riconobbero la validità scientifica della teoria della relatività. Molti fisici dubitavano delle formule di Einstein, che in sostanza mettevano in soffitta gli studi di Isaac Newton. Una prima avvisaglia dell'importanza dei suoi studi si ebbe con l'eclisse di sole del 1919. L’astronomo inglese Arthur Eddington fotografò il fenomeno e calcolò l’effetto della gravità del Sole sulla luce delle stelle. Il risultato confermava le previsioni di Einstein.

5. I servizi segreti lo spiavano


Nel 1933 Einstein iniziò a insegnare a Princeton, negli Stati Uniti. Il suo impegno per il pacifismo e il riconoscimento dei diritti civili gli valse la nomea di comunista, e per questo fu a lungo spiato dall’Fbi. Per 22 anni ebbe le telefonate sotto controllo, la corrispondenza controllata, la spazzatura rovistata. Il fascicolo che portava con il suo cognome superò le 1.800 pagine di lunghezza.

4. Sì pentì di aver spinto a fare studi sulle armi nucleari


Il suo contributo nel progetto Manhattan fu soltanto indiretto. Sul finire degli anni '30, quando seppe che gli scienziati nazisti stavano progettando armi atomiche, Einstein scrisse una lettera al presidente Roosvelt per sollecitare studi in questa direzione. Ma dopo le esplosioni a Hiroshima e Nagasaki, e poco tempo prima della morte, redasse con il filosofo e matematico Bertrand Russell un documento contro la corsa agli armamenti.

3. Gli venne offerto di diventare presidente di Israele


Sebbene non fosse propriamente religioso, né avesse mai appoggiato il movimento sionista, a Einstein fu offerta la presidenza del neonato stato di Israele. Era il 1952. Lo scienziato declinò con la seguente motivazione: “Per tutta la vita mi sono occupato di questioni oggettive. Per questo mi mancano sia l’attitudine naturale sia l’esperienza per trattare con le persone e per esercitare una funzione ufficiale”.

2. Gli rubarono il cervello


Einstein morì nel 1955 e lasciò scritto di essere cremato. Ma il patologo di Princeton, Thomas Harvey, rimosse di nascosto il suo cervello sezionandolo in piccole fette per conservarlo. Un vero e proprio furto per motivi scientifici. Quando Harvey fu scoperto, la famiglia autorizzò con qualche reticenza le ricerche. Ma nonostante i tanti decenni di studio, nessuno ha ottenuto risultati importanti e definitivi.

1. È un marchio registrato


Personalità istrionica, Einstein era già da vivo l'esempio dello scienziato estroso e geniale. La sua foto con la linguaccia è tra le icone del Novecento. La fama crebbe dopo la morte, di pari passo con la conferma dell'importanza rivoluzionaria dei suoi lavori, al punto da indurre a registrare il marchio "Albert Einstein".

Alessio Nannini

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