Orientamento universitario: scopri la tua strada

 foto di orientamento

Da quando siamo piccoli, ci assillano con una domanda: cosa vuoi fare da grande? E cosi inizia il festival dei vari mestieri che dichiariamo di voler fare, con innocenza, senza nessun retro pensiero ed in totale connessione con ciò che ci appassiona di più in quel momento. Passano gli anni ma la domanda rimane e si fa sempre più pressante. Nel frattempo, però, siamo cresciuti e le informazioni in nostro possesso per decidere che orientamento dare alla nostra vita sono più o meno le stesse che avevamo da bambini. Non solo, abbiamo anche iniziato a credere ad alcuni avvertimenti e consigli che ci portano sempre più lontano dalla nostra strada maestra.
Ecco quelli più frequenti:

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Non si vive di soli sogni! Tieni i piedi per terra e trova un lavoro sicuro…
Questo consiglio ci porta, giorno dopo giorno, ad allontanarci dalle nostre passioni. Iniziamo ad abbandonare i nostri ideali, i sogni che avevamo da bambini, pieni di potenza creativa, e cominciamo ad adeguarci alla bugia che il mondo adulto ci impone: "Non si vive di soli sogni! Tieni i piedi per terra. Devi essere concreto!" I sogni sono il nostro motore propulsore e non il processo, i sogni ci mettono le ali dandoci energia, i sogni ci mettono in moto dandoci la direzione da seguire e rendendo il nostro obiettivo estremamente sexy e desiderabile. In questo modo, essi creano la benzina necessaria per arrivare a destinazione. Se, invece, ci poniamo degli obiettivi guidati dal dovere, saremo eccitati e stimolati nel raggiungere i nostri obiettivi e nell'avere successo nella vita? Non credo, questa diventerà piatta e monotona.

Migliorati lì dove non sei bravo e cerca di ottenere buoni risultati in ogni ambito.
Questo avvertimento è responsabile dell'appiattimento della nostra vita. Siamo in una società che allena alla mediocrità. Sin da quando siamo bambini, tutti ci obbligano ad avere degli ottimi risultati in ogni ambito. Ma questo è assolutamente contro natura perchè noi siamo naturalmente portati per alcune cose ed alcune materie scolastiche, e non bravi per altre. Obbligarci ad avere buoni risultati in ogni ambito della nostra vita, ci fa allontanare da noi stessi, dalla nostra essenza, dai nostri talenti e dalle nostre passioni. Le persone, invece, che hanno raggiunto traguardi importanti lo hanno fatto focalizzandosi solo su quello che sapevano fare meglio e tralasciando le cose in cui erano

"deboli". Questo li ha portati a fare la differenza!

Mi raccomando, punta al successo. E' l’unico modo per ottenerlo.
In una società dove il successo è misurato in termini di soldi, di carriera e di potere, e non in termini di autorealizzazione, molti scelgono quella strada. Salvo poi ritrovarsi al successo, ma infelici… Questo non sempre accade, è vero. Ad ogni modo, se non si vuole correre il rischio di vivere infelici, è bene puntare alla felicità. In questo modo, infatti, saremo proiettati verso il nostro successo e saremo, appunto, felici.
E' stato calcolato che una vita di 85 anni è trascorsa per un terzo a dormire (quasi 30 anni!), per un terzo a lavorare e per un terzo che rimane a "vivere". Il problema, però, è che se facciamo un lavoro che non amiamo, la qualità del nostro sonno e della nostra vita ne risentiranno negativamente. Puntare, invece, ad un lavoro che amiamo e nel quale siamo bravi permette, come detto, di raggiungere comunque il successo.
“Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare neanche un giorno della tua vita” Confucio.

La domanda diventa quindi: Come faccio a scegliere la mia strada senza rischiare di sbagliare?
Ecco i 3 passi da seguire:

Diventa consapevole di te stesso, delle tue passioni e dei tuoi talenti che sono i tuoi migliori alleati e ti permettono di fare una scelta consapevole.

Poniti un obiettivo. Prenditi 5 minuti e scrivi, nei minimi dettagli, quella che sarà la tua vita tra 5 anni. Chi sei? Quali obiettivi hai raggiunto? Quali ostacoli hai superato? Chi c’è al tuo fianco? Dove vivi? Che emozioni provi? Com’è la tua giornata tipo? Harvard ha fatto una ricerca, che ha dimostrato che solo il 3% degli studenti ha un obiettivo chiaro, ma il 100% di loro è riuscito a raggiungerlo!

Poniti domande utili. Spesso siamo talmente intenti nel chiederci: "Perché a me non succede quello? Perché lui è più fortunato di me? Perché non riesco a fare questo?". Dovremmo, invece, porci domande utili le quali ci aiuterebbero di più nella nostra ricerca. Una di queste è: "Cosa farei se non avessi paura di fallire? Cosa farei anche senza essere pagato?".

Fiorella Pallas

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7 dicembre 2016 ore 16:30

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