Vasco Rossi finanzia la ricerca con 75mila euro

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Vasco Rossi

Vasco Rossi ha donato 75mila euro per finanziare la ricerca all’Università di Bologna. L'artista modenese riesce sempre ad attirare l'attenzione, questa volta ci fa riflettere su quanto sia "squattrinata" la ricerca in Italia.

VASCO vs I BATTERI - I 75mila euro che il cantautore di Zocca ha donato all’Ateneo bolognese saranno utilizzati per finanziare un progetto di ricerca sui “Biofilms microbici”, ovvero aggregazioni di batteri che provocano varie forme infettive come le endocarditi, le infezioni croniche delle vie urinarie, della cornea, dei reni e sono spesso presenti in persone affette, ad esempio, da fibrosi cistica polmonare. Ma come mai il rocker si è interessato a questi batteri?

LA MALATTIA DI VASCO - La decisione di finanziare un progetto di ricerca nasce da una specifica richiesta fatta al Blasco nazionale da un gruppo di ricercatori. Nel luglio scorso, Vasco Rossi è stato costretto a sospendere il suo tour per una endocardite (un’infiammazione causata appunto dai biofilms microbici) e a trascorrere un lungo periodo in ospedale. Dopo la sua guarigione alcuni ricercatori bolognesi lo hanno contattato, perché speravano in un suo aiuto e Vasco non si è tirato indietro, anzi, si è prodigato con un’offerta "estremamente generosa", così l’ha definita il professor Davide Zannoni, microbiologo dell’Università di Bologna.

QUANTO COSTA UN RICERCATORE! - Il progetto di ricerca sarà intitolato a “Vasco e Giovanni Carlo Rossi”, quest’ultimo il padre del cantautore e, dal momento che “un assegno per un giovane post dottorando oggi – spiega il professor Zannoni – costa in media 25mila euro l’anno, l’offerta potrà finanziare un percorso completo di ricerca triennale”.

CHI FINANZIA LA RICERCA IN ITALIA? - Il gesto di Vasco Rossi denota una grande sensibilità da parte dell’artista, ma fermiamoci un attimo a pensare: in Italia abbiamo il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR), non dovrebbe pensarci lo Stato, quindi, a finanziare questi progetti di ricerca? Le scoperte degli scienziati italiani avrebbero un’utilità per tutti, perché attendere che qualche altro artista o benestante si ammali e sperare che sia talmente sensibile e caritatevole da finanziare i ricercatori?

PROFUMO: FORMAZIONE E RICERCA SONO CENTRALI - Uno spiraglio di luce, però, sembra venire dalle ultime dichiarazioni del nuovo ministro dell’istruzione Francesco Profumo che ieri sera ha affermato che giovedì 15 dicembre presenterà alla Conferenza dei rettori un nuovo programma sull’università specificando che “La formazione e la ricerca debbono essere centrali”. Non ci rimane, quindi, che attendere di conoscere i contenuti del suo piano, nel frattempo dobbiamo ringraziare Vasco Rossi e le migliaia di altri donatori che, anche se molti in misura minore, destinano ogni anno offerte di denaro per finanziare la ricerca “pubblica”.

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Cristina Montini

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