Studenti italiani: i pentiti di 'casa nostra'

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

i pentiti di Casa nostra: neolaureati e neodiplomati. I dati di Almalaurea e Almadiploma

L’aria di crisi continua a soffiare implacabile sui giovani italiani. E mentre quest’ultimi si affollano nelle piazze e nelle scuole nel disperato tentativo di cambiare qualcosa e garantirsi un futuro migliore, arrivano i dati di due ricerche condotte nell’ultimo anno che dimostrano che il trait d’union di tutti gli studenti nostrani si chiama pentimento. Infatti se tra i neolaureati si respira insoddisfazione a causa delle scarse possibilità lavorative, la musica non cambia tra i neodiplomati pentiti della scuola superiore frequentata.

CRISI TRA I NEOLAUREATI - Secondo un’indagine AlmaLaurea condotta sui neolaureati del 2013, la soddisfazione per l’efficacia del titolo di studio conseguito sarebbe in calo rispetto agli anni precedenti. Percentuali al di sotto del 50% quelle che riguardano i neolaureati triennali (49%) e specialistici (44%) per i quali la laurea ha avuto risvolti positivi e soddisfacenti. Il numero sale, invece, per coloro che hanno dichiarato massima l’efficacia del proprio titolo di studi tra gli specialistici a ciclo unico: 75,5%, con ma una diminuzione di 5 punti rispetto ad un anno fa. E’ crisi acuta soprattutto tra gli studenti provenienti dall’area umanistica, psicologica e della formazione. Mentre se la cavano meglio quelli usciti dai settori scientifico - economici.

MIGLIORAMENTI A LUNGO TERMINE - Tuttavia è sempre Almalaurea a rivelarci che con il passare del tempo le soddisfazioni aumentano. Almeno per quanto riguarda i dati degli anni passati (2007-2012). Nel 2012 è stato rilevato che tra uno e i tre anni dal conseguimento del titolo, il livello di efficacia di quest’ultimo sarebbe cresciuto complessivamente di 4 punti. Passati i 5 anni dalla laurea si sfiorano i massimi numeri: infatti se dei laureati triennali la soddisfazione per l’efficacia del titolo contagia oltre 6 studenti su 10, anche il 55% degli specialistici afferma che il titolo è efficiente per l’esercizio della propria professione; ma l’efficacia della laurea continua ad essere massima tra i laureati a ciclo unico sfiorando il 93% degli interessati. Ma anche a distanza di tempo la soddisfazione riguarda perlopiù laureati del settore geo-biologico, chimico-farmaceutico, oltre giuristi e architetti; restano esclusi dall’ondata positiva i militanti nell’area politico-sociale, umanistica, e quelli di professioni sanitarie.

CRISI TRA NEODIPLOMATI- La situazione non è migliore tra i neodiplomati. Secondo lo studio di Almadiploma condotto sui giovani uscenti dalle scuole superiori nel 2013, infatti, il 44% di questi, potendo disporre di una macchina del tempo e tornare così indietro negli anni, cambierebbe indirizzo di studi e scuola. Inoltre troppo elevata anche la percentuale della dispersione scolastica e abbandono degli studi tra i 18-24 enni italiani, percentuale che stando ai dati di Noi Italia 2013 dell’Istat si assesterebbe intorno al 18,2%.

COLPA DELL'ORIENTAMENTO? - La causa del pentimento relativo alla scelta della scuola superiore va ravvisata proprio all’interno dei meccanismi che hanno condotto l’adolescente ad orientarsi verso un indirizzo piuttosto che un altro. Nella maggior parte dei casi, infatti, accade che la scelta della scuola superiore sia dettata dal ceto sociale di provenienza e dal livello di istruzione dei propri genitori. Inoltre appaiono, alla luce dei dati rilevati da Almadiploma, abbastanza fallimentari le tecniche di orientamento all’interno delle medie: vale a dire opuscoli, open day e test. Sono soprattutto quest’ultimi i bersagli degli ideatori del progetto Dedalus, un metodo di orientamento narrativo del tutto sconosciuto alla scuola italiana, basato su film, musiche, video, favole, fumetti, role playing, interviste. Infatti secondo Maria Chiara Pizzorno, direttore scientifico di Dedalus, i test non farebbero altro che “confermare i punti deboli degli studenti”, non aiutandoli, pertanto, in questo modo ad una scelta giusta. Il metodo Dedalus, a cui collaborano gli storyteller della Scuola Holden di Torino, e i career counselor, è stato per il momento sperimentato, con ottimi risultati, con 251 studenti di scuola media a rischio dispersione della provincia di Biella, e 73 svizzeri del cantone dei Grigioni.

E tu se tornassi indietro rifaresti lo stesso percorso di studi?

Margherita Paolini

Commenti
Skuola | TV
Skuola Tv

Sesso sicuro, come proteggersi? Tutte le risposte nella prossima puntata della Skuola | Tv!

7 dicembre 2016 ore 16:30

Segui la diretta