Manifestazioni studentesche: inglesi peggio degli italiani

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Manifestazione studentesca a londra

Gelmini-Tremonti annunciano fondi in arrivo per l’università, ma tutto il mondo è paese e anche a Londra studenti e ricercatori sono scesi per le vie della capitale britannica protestando contro l’aumento delle rette universitarie.

TREMONTI HA TROVATO 1 MILIARDO PER L'UNIVERSITÀ - Il ministro Gelmini si era detto fiducioso sul fatto che Tremonti avrebbe trovato i fondi necessari per finanziare i provvedimenti previsti dalla riforma dell’università bloccata alla Camera il mese scorso. E martedì scorso il ministro delle Finanze ha confermato che nel maxiemendamento che il Governo dovrebbe presentare la prossima settimana al Consiglio dei Ministri i fondi destinati all’università saranno pari ad 1 miliardo. In attesa che questo emendamento venga approvato, guardiamo un attimo come se la passano gli altri studenti europei e notiamo che anche oltre la Manica non tira una buona aria.

LA PIÙ GRANDE MANIFESTAZIONE DEGLI ULTIMI 10 ANNI - A Londra ieri si è svolta una manifestazione studentesca così ampia come gli inglesi non la vedevano da oltre un decennio. 50mila studenti e ricercatori universitari sono scesi per le vie del centro di Londra per protestare contro l’aumento delle rette universitarie varato dal governo conservator-liberale guidato da David Cameron. Una manifestazione inizialmente pacifica contro la triplicazione dell'importo delle tasse universitarie, ma che poi è sfociata in scontri con la polizia, disordini intorno al Parlamento e arresti. Qualche centinaia di manifestanti ha fatto poi irruzione nella Millbank Tower, sede dei Tories durante la campagna elettorale.

TUTTI NELLA STESSA BARCA - Questi i commenti degli studenti in protesta: “La politica sembra infischiarsene. Dovrebbero prendere il denaro alle persone che ne guadagnano molto, che hanno stipendi a sette cifre, non agli studenti che non hanno soldi” e Aaron Porter, presidente del sindacato nazionale degli studenti ha dichiarato: “I deputati dovrebbero pensarci due volte prima di adottare questa politica scandalosa”.

CHI PAGA LA CRISI? - La crisi economica ha portato tutti i paesi ad adottare politiche di risparmi e tagli che hanno colpito, tra l’altro, il sistema dell’istruzione. Ma come stiamo assistendo in questo periodo, se le università non hanno risorse sufficienti, o tagliano l’offerta didattica o chiedono ulteriori soldi agli studenti. In ogni caso viene danneggiato il diritto allo studio inteso sia come diritto ad avere un buon livello di insegnamento sia ad avere la possibilità di accedere all’istruzione anche a livello superiore.

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Cristina Montini

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