Università: ecco chi picchia sulle tasse

tasse universitarie

L’Università dell’Aquila è un caso a sé: la città ha passato quello che ha passato ed è ben ovvio che gli studenti di quell’ateneo se la debbano cavare con appena 21 euro di tasse universitarie l’anno. Ma altrove la musica è ben diversa e i Bilanci degli atenei italiani, pubblicati ora dal Ministero (su dati del 2013) lo dicono chiaramente: andare all’università costa, di sole tasse, tra i mille e i mille cinquecento euro l’anno in media, ma con differenze fortissime non solo tra Nord e Sud, ma anche tra ateneo e ateneo.

UNIVERSITA': LE PICCHIATRICI - Lo Iuav di Venezia, cioè l’ateneo che raccoglie le facoltà di architettura e design, è il più caro della penisola, con 3 mila euro di tasse universitarie l’anno, vai a capire perché, dato che la concittadina e storica Ca’Foscari si accontenta di un terzo in meno (2000 euro). La medaglia d’argento, in questa classifica, va al Politecnico di Milano: 2.500 euro sacrosanti e benedetti, se si considera che è una delle migliori università del mondo, ma siamo sicuri che uno sconticino non se lo possa permettere? Passiamo poi all’università del Molise: da una prima lettura dei bilanci risulta che i suoi studenti devono sborsare 2.400 euro l’anno. Tuttavia, come l'università tiene a rettificare, la voce presa in esame da Skuola.net per questo calcolo comprende gli arretrati di 3 anni ed è quindi erronea alla luce delle precisazioni forniteci dall'università. In realtà, quindi, l'ateneo è molto più economico. Infatti, come scrive il rettore dell'ateneo in una nota stampa:

"Come si evince agevolmente dal Regolamento tasse e contributi, pubblicato online al seguente link: http://www.unimol.it/wp-content/uploads/2014/07/REGOLAMENTO-TASSE-A.A.-2015-2016.pdf, - l’Università degli Studi del Molise ha un sistema di tassazione progressiva, in base al reddito, in linea con le altre Università del Centro-Sud, e di gran lunga inferiore alle Università del Nord, Politecnico di Milano compreso. I nostri studenti in corso a basso reddito pagano una media di 330 euro, quelli a reddito superiore una media di 1505 € (vedi: tabella 2 del succitato Regolamento Tasse). Il citato Politecnico di Milano è a 3598 €. Paragonando la tassazione degli studenti in corso ad alto reddito, altre Università del Centro-Sud sono a €1790 (Salerno), €1758 (Catania), €2708 (Teramo), € 2821 (La Sapienza). Il sistema di tassazione progressiva integrato nel Regolamento Tasse è peraltro frutto dell’intensa interazione con gli studenti dell’Università del Molise ed è stato con loro costruito e condiviso; consentendoci di proteggere gli studenti a basso reddito con la tassazione probabilmente tra le più basse d’Italia ed agevolazioni particolari curriculari".

Leggi la rettifica del rettore dell'Università del Molise

SU E GIU' PER L'ITALIA, QUANTE DIFFERENZE - Difficile trovare, tra gli atenei che hanno “tassato” di più, quelli del sud. Nel meridione si concentrano invece le università che sulla voce “tasse e contributi” hanno dovuto contare meno per far quadrare i bilanci. Se escludiamo L’Aquila, di cui si è detto, tra le 5 università dalle tasse più leggere troviamo ben 2 calabresi, una lucana e un’altra abruzzese. Catanzaro ha avuto circa 520 euro a studente, l’Università della Basilicata circa 600. L’Università della Calabria è arrivata a circa 670 euro, Teramo a 700. Ampliando la ricerca, vediamo che a salire si ripercorre il nostro stivale. Si passa dalla Puglia alla Sardegna, attraversando la Sicilia e la Campania, per superare le regioni del centro con la mastodontica Sapienza di Roma che si accontenta, si fa per dire, di poco più di mille euro. Fino a concludere in Emilia, Veneto e Lombardia, con la vetta occupata dalle già citate università del settentrione.

Le università secondo i Nirkiop

RICCHI E POVERI - Non si tratta però certo solo di avidità, per quanto riguarda gli atenei del nord. Non è infatti un mistero che, nell’autonomia della gestione delle tasse da parte delle università, l’importo di queste sia in buona parte regolato dalla dichiarazione dell’ISEE: dove l’ISEE è basso, la tasse sono basse, e viceversa. Così, le famiglie assumono un carico maggiore del bilancio universitario dove se lo possono permettere: per la fattispecie, nel settentrione. Al contrario, dove le università risultano più economiche, è anche perché poco è quello che possono dare gli studenti. E l’università fa da specchio all’Italia intera.

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