Falsi poveri vanno all'Università con borsa di studio

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

bugie borse studio

Mangiavano e studiavano senza tirar fuori un euro dalle loro tasche o da quelle dei loro familiari. E lo hanno fatto per un bel po’ di tempo, almeno fino a quando non sono stati scoperti. Stiamo parlando delle centinaia di studenti delle Università milanesi che, per prendere le borse di studio riservate ai ragazzi con un reddito basso, si sono finti bisognosi.

COME HANNO FATTO? – Il giochetto è stato facile: è bastato compilare il modulo per la richiesta della borsa di studio omettendo qualche numero qua e là. In poche parole fingendo di avere un reddito più basso di quello che in realtà si possiede. Così facendo, questi “furbetti” si sono garantiti dai 1.100 ai 4.200 euro annui, per un totale di circa 1.500.000 euro sottratti agli studenti che realmente necessitavano di quei soldi per proseguire i loro studi. E non solo: i finti bisognosi potevano anche accedere gratuitamente una volta al giorno alla mensa universitaria.

LO SMASCHERAMENTO – A scoprire questo giochetto sono stati i tecnici del Cidis, il consorzio pubblico universitario per la gestione degli interventi per il diritto allo studio universitario che, grazie a controlli a tappeto, hanno già recuperato 400.000 euro tra borse di studio revocate e sanzioni comminate.

REGOLE PIU’ RIGIDE – Per garantire l’accesso alle borse di studio solo a chi ne ha bisogno davvero, si è deciso di aggiungere il criterio del voto minimo alla maturità (almeno 70/100) e di rendere più ferree le regole per il mantenimento dei requisiti di merito. Il risultato? Le domande per le borse di studio sono crollate di circa il 20%.

E tu ti sei mai trovato di fronte a queste irregolarità? Scrivilo in un commento!

Serena Rosticci

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