Università K.O.: meno 78mila immatricolati

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

gli iscritti alle università sono esponenzialmente diminuiti negli ultimi dieci anni: 78mila in meno

Una vera e propria ecatombe di studenti universitari quella verificatasi negli ultimi dieci anni. Sebbene, come dichiara il Corriere della Sera, il dato allarmante non sia ancora completamente definitivo, è chiaro che si tratta comunque di una cifra spropositata: 78mila iscritti in meno dal 2003/2004 ad oggi, questo comunica l’ultimo aggiornamento dell’Anagrafe degli studenti universitari del ministero dell’Istruzione. Una realtà abbastanza lontana dall’obiettivo europeo di vantare in Italia, entro il 2020, il 40% dei laureati.

CHE FINE HANNO FATTO LE MATRICOLE?

- Da 338mila iscritti del 2003/2004, si sarebbe passati a poco più di 260mila dell’ultimo anno. Sono all’incirca 78mila gli studenti che negli ultimi dieci anni hanno deciso di fermarsi al diploma di maturità. Un calo di iscritti insomma pari a più di 1 giovane su 5. Soltanto nell’ultimo triennio l’ammontare delle diserzioni degli atenei nostrani si aggira intorno alle 30mila, e quest’anno le immatricolazioni sono calate del 3,4% rispetto al 2012/2013. Come riporta il Corriere, questa ingente crisi di iscritti potrebbe equivalere alla scomparsa di un intero ateneo.

LE CAUSE DELL’EPIDEMIA

- Ma perché sempre meno studenti decidono di affrontare la gavetta universitaria? La risposta sembra risiedere in un’unica martellante parola: crisi. Una crisi che ha fatto dei giovani il proprio bersaglio. Così in tempi in cui la laurea non si traduce più in un contratto di lavoro a tempo indeterminato, ma al contrario resta nella maggior parte dei casi carta straccia, pochi coraggiosi tentano la sorte, iscrivendosi all’università nella speranza che le cose nel frattempo cambino. E oltre che al coraggio, quando si parla di crisi, è inevitabile guardare anche ai portafogli. Perché si sa, l’università è molto dispendiosa, e cinque anni di tasse salate non si recuperano facilmente, a maggior ragione se dopo la laurea ad attendere i neodottori c’è il salto nel vuoto della disoccupazione.

DIRITTO ALL’ISTRUZIONE IN BILICO

- Sempre più a rischio, inoltre, è il diritto all’istruzione. Il forte decremento di iscrizioni all’università dipende anche, come dichiarato dal Forum Nazionale dei Giovani, dai tagli inferti al fondo nazionale per finanziare le borse di studio. “Negli ultimi 3 anni, il fondo nazionale per finanziare le borse di studio è stato drasticamente ridotto. Nel 2009 i fondi nazionali coprivano l'84% degli studenti aventi diritto, nel 2011 il 75%. Quest'anno, come già nel 2012, sono stati esclusi dalle sovvenzioni quasi 60 mila studenti a fronte dei 35 mila di 5 anni fa”: questa la dichiarazione di Giuseppe Failla, Portavoce del Forum, che fa luce pertanto su un’emergenza che è quella degli “idonei non beneficiari”, vale a dire di tutti quegli studenti che pur avendo i requisiti per poter percepire una borsa di studio, di fatto restano esclusi da tale beneficio. Non restano estranei a questo discorso, d’altra parte, gli eccessivi costi delle quote d’iscrizioni, ancora al di sopra del tetto stabilito dalla legge in molti atenei italiani, come anche la questione del numero chiuso, ritenuta altra barriera per molti studenti.

E tu pensi di iscriverti all’università?

Margherita Paolini

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