Inchiesta: Medicina all'estero, ma a che prezzo?

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

E se non passo il test di Medicina? Questa è la domanda che si saranno fatti molti studenti alle prese con il famigerato test. Tuttavia la soluzione è portata di mano. Il giorno dei test, fuori dall'università, era possibile trovare uno stuolo di promoter pronti a fornire un escamotage non proprio economico ma di sicuro successo: iscriversi a corsi di studi all'estero, in paesi dove non è previsto il numero chiuso. E' quanto ha documentato un inviato di Skuola.net, con telecamera nascosta, al di fuori dell'Università la Sapienza di Roma lo scorso 9 settembre.

COSTI, CORSI E SEDI...QUESTI SCONOSCIUTI - Il nostro inviato è stato fermato più volte da gruppi di promoter coordinati da un responsabile, facenti parte delle agenzie che mettono a disposizione la loro consulenza per accedere a corsi di laurea a loro detta totalmente equivalenti a quelli italiani, ma senza numero chiuso e relativo test di ingresso, spesso in università estere, in Bulgaria, in Spagna o a Chiasso. Le promesse sono chiare, i costi meno. I promoter sono infatti molto elusivi nei confronti delle domande specifiche in tal senso, e si limitano a sostenere che "i prezzi variano di caso in caso, di paese in paese". Qualche informazione in più si ottiene visitando uno dei siti riportati nei volantini consegnati: per un anno di Medicina in Spagna il costo è di 15 mila euro, spese di agenzia escluse. In più, non sono proprio messe in conto le informazioni su eventuali spese di agenzia, che potrebbero essere anch'esse elevate. E le sedi dei corsi? Anche su questo, il discorso varia: si può scegliere tra le varie città e paesi, ma non si riesce a capire molto delle Università aderenti. Un dato è certo, la maggioranza sono private.

L'OFFERTA DELLE AGENZIE - I prezzi vanno dai 15mila euro l'anno di tasse universitarie per i corsi di Medicina in Spagna ai 3500 euro l'anno per gli stessi studi in Romania. Tra le top destination ci sono Chiasso, in Svizzera a pochi chilometri dal confine italiano, la Spagna, e la Romania. Molto gettonate anche la Bulgaria, l'Ungheria, l'Albania e la Repubblica Ceca. Spesso si offrono consulenze e servizi per trovare sistemazioni nel paese scelto e, al ritorno in italia, si offre persino il supporto per le pratiche di riconoscimento del titolo, come si legge dal sito di una di queste agenzie. Ma sui costi di agenzia, ancora nessuna indicazione se non la si contatta direttamente. Un altro sito, rilascia maggiori informazioni solo dopo che si sia compilata una richiesta con tutti i propri dati anagrafici dopo che sia stato accettato il trattamento dei dati personali. Obbligatorio lasciare il nome, il cognome, il numero di telefono, la mail e persino il titolo di studio.

RICONOSCIMENTO DEGLI ESAMI E LAUREA - Uno dei procacciatori sostiene che se se dopo un anno si vuole tornare in Italia, "puoi farti convalidare gli esami" perchè Spagna, Romania o Bulgaria sono paesi facenti parte dell'UE. Ma non è chiara in questo: infatti il riconoscimento degli esami può non essere totale, o può essere rifiutato il trasferimento, anche se recentemente il Tar ha accettato alcuni ricorsi e ammesso le iscrizioni. Sulla stessa linea un'altra ragazza, incontrata dopo poco, che rassicura: "da quest'anno è previsto un test anche in Spagna e Romania, quindi ci saranno più riconoscimenti, in più è previsto un numero limitato di stranieri in Romania". E allora, dov'è il vantaggio? "Il test riguarda solo la lingua." Sul riconoscimento della laurea straniera in Italia, le promoter sembrano non avere dubbi. E così anche i siti delle agenzie: "Il riconoscimento delle lauree conseguite in Europa, grazie alla direttiva 2005/37/CE, è automatico. Il Ministero non può negare il loro riconoscimento, né tantomeno può richiedere esami integrativi".

E LA FREQUENZA? - Ma andare a studiare all'estero non impone un trasferimento definitivo, che potrebbe invece spaventare per alcune mete. Infatti i procacciatori assicurano che "Puoi stare due settimane, poi tornare, e poi tornare ancora". Qualcuno arriva pure a promettere di "trovare la soluzione per rimanere in Italia e poi magari avere una residenza all'estero e passare qualche periodo lì". Insomma, tra promoter un po' incerti e volantini muti sui dettagli delle offerte, queste alternative alle università italiane possono essere anche valide, ma sicuramente non trasparenti.

MI DARESTI IL NUMERO DI TELEFONO? - C'è un denominatore comune nell'agire di questi soggetti, cercano di ottenere il numero di telefono degli studenti interessati, per poterli contattare in un secondo momento e dare più informazioni. La prima promoter incontrata, quando il nostro inviato chiede più informazioni sui costi e e procedure, addirittura ci dice "meglio che lasci il numero e ti ricontattiamo, piuttosto che chiamare il numero verde". L'impressione complessiva è che non si vogliano lasciare troppi dettagli in mano a passanti, e avere un contatto personale con gli studenti interessati solo in un secondo momento.

E tu ti affideresti ad una agenzia per studiare in un paese straniero?

Carla Ardizzone

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