Test universitari: troppe irregolarità, è una farsa?

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

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La settimana scorsa migliaia di ragazzi hanno tentato l’accesso alle Università italiane provando a realizzare un loro sogno: accedere al corso di laurea superando lo sbarramento del numero chiuso, un test che dovrebbe selezionare i migliori. Purtroppo in Redazione sono arrivate numerose segnalazioni che hanno svelato situazioni sospette e irregolari. Ma andiamo con ordine.

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COME SI E’ SVOLTO IL TEST? – La mattina della prova le aspiranti matricole hanno preso posto nelle aule dopo aver consegnato i documenti di identità e tutto il materiale in loro possesso, elettronico e non, alla commissione. Si è poi provveduto a spiegargli i tempi (due ore, si poteva uscire solo mezz’ora prima della fine) e le modalità di compilazione dei test. Quindi, sono stati sorteggiati due ragazzi per aprire gli scatoloni in cui si trovavano i questionari che sono stati, infine, distribuiti insieme a delle penne nere. Aver rispettato queste regole significa aver tutelato chi davvero merita l’accesso all’Università. Ma davvero passano solo i migliori?

LA VOSTRA VOCE – Purtroppo molti di voi nei giorni scorsi hanno fatto presente alla nostra redazione che le cose non sono andate sempre così. Ci sono infatti arrivate numerose segnalazioni di avvenimenti strani che hanno coinvolto diverse Università italiane. Vediamone alcuni:

- Università degli studi di Roma Tor Vergata, test per la facoltà di Medicina e Chirurgia. La commissione ha distribuito la tavola di Mendeleev per agevolare lo svolgimento degli esercizi di chimica e diverse persone hanno proseguito la compilazione del test dopo il tempo consentito, rifiutando di consegnare le penne.

- Università Cattolica di Roma, test per la facoltà di Medicina e Chirurgia. Gli scatoloni che contenevano i test erano stati aperti e diversi studenti avevano già il codice a barre sui loro questionari prima che tutti i candidati avessero preso posto. Ad aggiungere peso alla faccenda, non sono stati ritirati tutti i cellulari.

- Università degli studi di Pavia, test per la facoltà Medicina e Chirurgia/Odontoiatria. Alcuni studenti sono stati spostati dai loro posti prima del test, senza spiegarne il motivo. Inoltre, sono state notate persone che entravano ed uscivano dall’aula senza che gli venissero controllati i documenti d’identità. Anche qui, come a Roma, al termine del tempo stabilito molti candidati si sono rifiutati di consegnare test e penne e, approfittando del caos finale, hanno iniziato a copiare.

-Università degli studi di Padova, test per la facoltà di Medicina e Chirurgia. La commissione ha consegnato le prime dieci buste con i test a dei ragazzi precisi, in base a dei nominativi, e poi ha continuato la consegna in maniera casuale. Ad un certo punto però, un membro della commissione si è fermato annunciando di essersi sbagliato a distribuire alcune buste (dalla 257 alla 262) e per questo le ha cambiate.

- Università degli studi di Bari, test per la facoltà Medicina e Chirurgia/Odontoiatria. Di nuovo, numerosi ragazzi si sono rifiutati di consegnare questionario e penne alla fine del tempo consentito ed hanno proseguito il test. Allora una ragazza è andata a protestare dalla commissione che, però, non ha preso nessun provvedimento. Ci hanno segnalato, inoltre, che gli studenti che hanno partecipato a questo test erano liberi di confrontarsi sulle risposte e che la commissione non ha ritirato tutti i cellulari, visto che uno ha squillato durante la prova.

- Università degli studi di Genova, test per la facoltà di Medicina e Chirurgia/Odontoiatria e protesi dentaria. Anche qui molti hanno notato che c’erano persone che continuavano la compilazione del test dopo lo scadere del tempo consentito. Inoltre i ragazzi potevano sedersi dove volevano: c’erano infatti studenti seduti uno accanto all’altro e altri no.

- Università degli studi di Parma, test per la facoltà di Medicina e Chirurgia. Come a Genova, c’erano ragazzi seduti uno accanto all’altro. In particolare ci sono stati segnalati due episodi: quello di un candidato che ha chiesto di uscire per andare al bagno e che la commissione ha lasciato andare tranquillamente, e quello di un professore che, allo scadere del tempo consentito, ha strappato di mano la penna ad uno studente che si rifiutava di consegnare il test e questo, arrabbiato, si è andato a lamentare con il resto della commissione che gli ha concesso di terminare la prova.

FATE VALERE I VOSTRI DIRITTI– L’amarezza e la delusione dei ragazzi che si sono trovati di fronte a questi episodi deve essere grande, ma non per questo bisogna arrendersi. Le irregolarità possono, infatti, essere denunciate al Tar che, nel caso in cui abbiate ragione, farà annullare la prova. Come fare? Semplice: entro 30 giorni dalla data di pubblicazione delle graduatorie, bisogna contattare un avvocato amministrativista comunicandogli il motivo che vi spinge a fare ricorso, l'Università dove avete effettuato il test (o comunque l'ente che ha rilasciato l'atto) e il nome di uno studente che si trova tra gli ammessi, meglio se è un conoscente. L'avvocato scriverà un ricorso e lo notificherà all'Università, al Ministero, al controinteressato e, alla fine, lo depositerà al Tar del Lazio.

Anche voi vi siete trovati davanti a fatti strani? Scrivetelo in un commento!

Serena Rosticci

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