Appelli tagliati a Economia: scatta la protesta

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

la sperimentazione didattica alla facoltà di economia dell'alma mater e la protesta degli studenti

La notizia della possibile riduzione degli appelli d’esame in tutti i corsi della facoltà di Economia dell’Alma Mater fa il giro dei corridoi universitari e mobilita gli studenti in una protesta che già la scorsa estate aveva tentato di sabotare questa decisione. Da sei a tre appelli: questa la riforma che potrebbe riguardare molto presto anche il corso triennale in Economia Mercati e Istituzioni e quello magistrale in Economia e politica economica. Ma gli studenti non ci stanno e annunciano battaglia.

SPERIMENTAZIONE DIDATTICA- La sperimentazione didattica tra i banchi di Economia sembra non essere la benvenuta. Infatti il modello di tre appelli d’esame l’anno, anziché sei, rappresenta per gli iscritti un’ingiustizia vera e propria in quanto “unica nell’Ateneo e in tutte le scuole di Economia d’Italia”. Così il potenziale coinvolgimento di ulteriori corsi fa saltare nuovamente gli equilibri ed attiva i giovani.

MOBILITAZIONE GENERALE- Gli studenti di Economia, in attesa dell’approvazione della proposta nella prossima commissione paritetica di marzo, hanno incominciato la loro protesta attraverso una pagina Facebook creata per l’occasione “Chiamata all’appello”. Annunciata, inoltre, per oggi pomeriggio alle 18.45 un’assemblea in aula 2 Piazza Scaravilli. La scorsa estate la loro mobilitazione era stata vincente; avendo infatti fatto saltare la commissione didattica, il tentativo di ridurre gli appelli era sfumato.

NO A 3 APPELLI L’ANNO- La reazione degli studenti nasce in considerazione dei numerosi contro legati al dimezzamento degli appelli. Tra questi l’obbligo per gli universitari di accettare qualsiasi voto riescano ad accaparrarsi, non potendo contare su un numero sufficiente d’esami, e rischiando così di compromettere la media. Inoltre “Tutti gli anni nei corsi con tre appelli ci si trova poi ad approvare un appello straordinario per i laureandi”: questa la dichiarazione della rappresentante degli studenti, Amanda Kornecka. Ad uscire maggiormente penalizzati da questo discorso sarebbero, inoltre, studenti lavoratori e borsisti. I giovani parlano di un sistema che guarda alla qualità e all’efficienza ma sacrifica l’equità: “Sono notevoli le disparità tra i corsi di laurea in termini di organizzazione e approccio didattico”.

REBUS DI ESAMI- La questione non è affatto semplice. Il capitolo appelli d’esame è infatti alquanto complesso. In molte università esistono i classici appelli prefissati, generalmente due per tre sessioni d'esame, a cui poi si aggiungono quelli straordinari (come quelli tardo autunnale e primaverile). In altre facoltà il quadro si arricchisce con le sessioni intermedie dei parziali che si aggiungono a quelle di fine corso. Insomma il sistema è vario, ma fino ad adesso il minimo di appelli è stato di 6 l'anno per materia. Gli studenti bolognesi riusciranno a ristabilire il sistema preferito?

E per te qual è il sistema migliore?

Margherita Paolini

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