Università: la vita dura dello studente pendolare

i problemi degli studenti pendolari

Secondo l’ultima indagine di Eurostudent sulle condizioni di vita degli studenti, sono tantissimi i ragazzi che scelgono la vita del pendolare. Ma qual è la loro giornata tipo? Sveglia molto presto, ritorno a casa molto tardi, ore ed ore passate sui mezzi pubblici e grande stanchezza, che condiziona il loro rendimento e le loro attività del tempo libero. Questi sono i giovani che non possono permettersi di trasferirsi in un’altra città e, pur di non rinunciare all’università, fanno una vita molto impegnativa: per venire loro incontro si dovrebbero fronteggiare quei problemi annosi dell’università che ancora siamo lontani dal superare.

PROBLEMI QUOTIDIANI – Se siete studenti pendolari saprete di certo cosa vuol dire svegliarsi prima dell’alba, ancora pieni di sonno, per andare a prendere in orario il mezzo che vi porterà a lezione. Sotto la pioggia battente o il sole cocente, dovrete spesso percorrere lunghi tratti a piedi, o aspettare all’aperto l’arrivo dell’autobus o del treno, sperando che ci sia posto, o che non sia troppo affollato. Una volta scesi dal mezzo dovrete forse camminare ancora, o prenderne un altro: tutto ciò impiegando molto tempo e fatica per giungere a destinazione. Il risultato? Quando iniziano le lezioni, voi studenti pendolari siete già svegli da ore e avete percorso molti chilometri, sapendo che vi aspettano altre avventure.

UNA GIORNATA INTERMINABILE – Infatti, non sempre la giornata universitaria è organizzata nel migliore dei modi. Le lezioni a volte si accavallano o saltano senza che gli studenti siano avvisati per tempo, per cui voi che venite da fuori vi ritrovate ad aver fatto un viaggio a vuoto. O meglio ancora, capita che per semestri interi i corsi inizino molto presto la mattina, per occupare giusto un paio d’ore e poi ricominciare nel tardo pomeriggio, lasciando agli studenti ore ed ore di vuoto. Così, rimanete incastrati in facoltà a studiare in biblioteca o in aula studio senza potervi muovere per lunghi pomeriggi, per poi tornare a casa molto tardi, affrontando il vostro lungo percorso con tutti gli imprevisti che i mezzi pubblici possono comportare (una corsa che salta, uno sciopero, un ritardo, un guasto).

TANTI PENDOLARI – Secondo l'ultima indagine Eurostudent sulle condizioni di vita degli studenti, però, non siete soli: la percentuale degli studenti pendolari è aumentata negli ultimi anni, fino a rappresentare più della metà degli studenti frequentanti. Infatti sempre più ragazzi, pur costretti ad iscriversi alle università di città diverse dalla propria, non rinunciano alla possibilità di una istruzione universitaria ma cercano soluzioni più accessibili: scelgono sedi più vicine anche se di minor prestigio, e in più rinunciano ai costi che impone essere uno studente fuori sede per rimanere a casa facendo i pendolari. Questa soluzione più economica comporta però un impegno maggiore, e la stanchezza può demotivare a frequentare e non permettere di applicarsi allo studio nei momenti in cui finalmente si torna a casa, oltre ad impedire di dedicarsi ad altre attività nel (poco) tempo libero.

E L’UNIVERSITA’? – Occorre una motivazione in più a questi studenti sui cui gravano in maniera ancora maggiore i normali disagi a cui siamo abituati andando all’università, come le lezioni molto affollate, accavallate, male organizzate, con orari improponibili, o le file interminabili alle segreterie, le scadenze e i mancati avvisi, ecc. Considerando che la maggior parte degli studenti frequentanti oggi viene dalle città più o meno vicine, facendo molti sacrifici per non rinunciare agli studi universitari, l’unica soluzione per rendere la vita di questi ragazzi sarebbe una organizzazione più oculata di orari, lezioni, ricevimenti, ecc. E’ veramente solo un’utopia?

E tu sei fuori sede, pendolare o in sede?

Carla Ardizzone

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