Riforma università: per Fini è meglio ritirarla

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Fini: riforma università, meglio ritirarla

La riforma dell’università? Se non ci sono i fondi meglio ritirarla. Questa è l’opinione di Fini sul ddl Gelmini che, come abbiamo visto nelle settimane precedenti, non piace neanche a studenti e ricercatori universitari. Così, mentre si attende che vengano trovati i fondi necessari, una dura critica arriva dal presidente della Camera.

LA RIFORMA, MEGLIO RITIRARLA - “Si tradisce lo spirito della riforma e si impedisce la carriera ai meritevoli se vengono confermati i tagli e se non si mettono a disposizione posti di associato per i ricercatori, quindi si finisce per frustrare lo spirito della riforma e quindi è meglio ritirarla”, queste le parole del presidente della Camera, Gianfranco Fini, a Foggia durante l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università.

BISOGNA PREMIARE I MERITEVOLI - Secondo Fini, se venissero confermati i tagli previsti dal ddl sull’università, “sarebbe impossibile dare gli stipendi del personale”. E continua il suo intervento critico manifestando preoccupazione nei confronti dei ricercatori, la cui carriera sarebbe impensabile senza prevedere dei posti di associato per premiare i meritevoli.

SENZA CULTURA NON C’E' FUTURO - Il Presidente della Camera con il suo discorso ha posto l’attenzione sull’importanza dell’istruzione in un paese che ha bisogno di crescere: “se non c’è cultura e una istruzione accessibile a tutti non si nutre lo spirito di un popolo, non gli si dà la ragionevole certezza di potersi costruire un futuro”. E ha messo in evidenza come di solito si tenda a sottovalutare il peso della cultura nella società, dando invece molto più risalto ad altre questioni: “Chissà perché la questione numero uno è la giustizia e mai si parla delle università”. E aggiunge un confronto pesante: in Germania “chi ha contratti a tempo determinato ha una busta paga più pesante del suo collega, più fortunato, che ha un contratto a tempo indeterminato”.

IN ATTESA DELL’APPROVAZIONE CONTINUANO LE PROTESTE - Il ddl di riforma, al momento in stand by alla Camera in quanto impegnata nella sessione di bilancio, tornerà ad essere discusso per l’approvazione definitiva presumibilmente tra un mese. Ma vive sono le proteste messe in atto da studenti e ricercatori, nella maggior parte dei casi appoggiati anche dagli stessi professori: occupazioni, assemblee, cortei e dibattiti contro una riforma che, come lo stesso Fini ha dichiarato, “impedisce la carriera di meritevoli” e quindi la crescita del nostro paese.

Nella tua università continuano le proteste contro la riforma Gelmini?

Cristina Montini

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