Il piano B per medicina: il decreto del Re

Lorena Loiacono
Di Lorena Loiacono

il piano B per medicina: l'art.6 del Re

Esclusi dal test ingresso Medicina ma decisi ad andare avanti per la propria strada? Tentar non nuoce, in aiuto dello studente c’è sempre il regio decreto del ’38. Ormai viene identificato come il piano B messo in campo dai ragazzi respinti dalla prova di ammissione Medicina, ma la regola vale per tutti ovviamente. C’è chi tenta il test di ingresso per due o tre anni consecutivi e chi, invece, si iscrive a facoltà simili per sostenere esami in comune e tentare il test di ammissione l’anno successivo. Gli aspiranti camici bianchi le tentato tutte per realizzare il proprio sogno e in loro aiuto arriva, dal lontano 1938, l’art. 6 del Regio Decreto 1269.

ART.6 – Il Regio decreto prevede che “Lo studente, oltre che agli insegnamenti fondamentali e al numero d'insegnamenti complementari obbligatorio per il conseguimento della laurea o del diploma cui aspira, può iscriversi a qualsiasi altro insegnamento complementare del proprio corso di laurea o di diploma, e, per ciascun anno, a non più di due insegnamenti di altri corsi di laurea o diploma, nella stessa università o istituto superiore”.

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Fonte: Esami - la serie

COME FUNZIONA - In sostanza l’art.6 consente ad uno studente iscritto ad una facoltà di fare 2 esami all’anno in un’altra facoltà. Però bisogna fare attenzione: non è possibile infatti fare esami ex art.6 se prima non si è riusciti a sostenere un determinato numero di crediti presso il corso di appartenenza. Si tratta quindi di un gioco di equilibri molto delicato. E, soprattutto, è bene informarsi presso la segreteria didattica della propria facoltà prima di intraprendere percorsi sconosciuti: ogni ateneo infatti ha le proprie regole e può mettere vincoli e paletti per evitare esodi di massa.

BOOM DI ADDII A BIOLOGIA – Accade infatti che nelle facoltà più utilizzate per il passaggio al secondo anno di Medicina, prime fra tutte biologia e chimica, ci sia un boom di iscritti al primo anno e di abbandoni al secondo. E allora qualche anno fa, per evitare svuotamenti improvvisi, l’Università di Tor Vergata decise che l’art 6 poteva essere applicato solo dal secondo anno di studio e dopo aver conseguito un numero minimo di esami della propria facoltà.

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