Perugina: stipendi più bassi per assumere i figli

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

perugina propone di far entrare al lavoro i figli dei dipendenti

In un periodo in cui la disoccupazione giovanile sfiora il 36,2%, una grande opportunità si prospetta per tutti quei ragazzi i cui genitori lavorano alla Perugina di San Sisto. Infatti, la Nestlè, proprietaria dell'azienda in questione, ha proposto a tutti i suoi lavoratori che hanno mediamente 50 anni di far entrare i propri figli a lavorare con loro in cambio di una riduzione del loro orario di lavoro e, di conseguenza, anche dei loro stupendi.

I LAVORATORI DICONO NI - La risposta dei lavoratori è arrivata puntuale e di comune accordo: un secco no. Anche se, in realtà, la proposta di dare un lavoro ai propri figli alletta molti dipendenti come racconta una lavoratrice a La Repubblica: “Ho 57 anni e ridurre di dieci ore settimanali i turni non sarebbe male. Il lavoro non è pesante, ma si fanno i turni giorno e notte. E poi la mia ragazza vorrebbe mettere su casa”.

DUE LAVORATORI AL PREZZO DI UNO - Più convinto è il no dei sindacati, come conferma la risposta di Sara Palazzioli, della Fli Cgil: “Tagliando lo stipendio del papà e chiamando al lavoro il figlio a paga ridotta, invece di produrre ricchezza si creano due poveri.” Insomma, si farebbero lavorare due persone al prezzo di una.

ALTRI CASI IN ITALIA - Il caso della Perugina sta creando parecchio scompiglio e non poche polemiche anche se, in realtà, non è la prima volta che in Italia assistiamo a proposte di questo genere. Infatti, già nel 2009, Poste Italiane aveva proposto ai propri dipendenti di assumere i loro figli in cambio di un loro pensionamento anticipato. Inoltre, nel 2010, anche la Unicredit ha firmato un accordo che prevedeva di assumere 1121 giovani privilegiando i figli dei suoi lavoratori.

E GLI ALTRI RAGAZZI MERITEVOLI? - Certo, se da una parte la proposta avanzata dalla Perugina potrebbe allettare in quanto incrementerebbe l’occupazione giovanile, dall’altra favorire solo i figli dei dipendenti ostacolerebbe tanti giovani meritevoli che sognano da sempre di lavorare nell’azienda produttrice di cioccolato tra le più famose di Italia. Ovviamente, la Perugina si difende: “Non è automatico, valuteremo il lavoro dei figli e se non andrà bene, il padre resta a lavorare al 100% e tutto torna come prima”.

E tu accetteresti un lavoro il cui unico merito richiesto è quello di essere figlio del papà?

Serena Rosticci

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