Il Papa: discussione aperta

In questi ultimi giorni il dibattito sulla questione relativa al Papa e alla sua mancata visita alla Sapienza, ha letteralmente infiammato il nostro portale. Si sono susseguiti commenti su commenti, botta e risposta.
Il che è un bene, visto che Skuola.net vuole essere un luogo di incontro per i giovani, non solo per risolvere i problemi scolastici, ma anche e soprattutto per dialogare. Attraverso il confronto noi crediamo si possa crescere come persone e come cittadini. Perché si impara ad ascoltare, a rispettare e a difendere, se necessario, la propria idea.

Proprio per questo motivo, mi sento chiamato in causa, in quanto redattore dell'articolo dell'altro giorno. Non ho nessun problema ad affermare che, in quanto scritto da me, rispecchia il mio pensiero. Come è giusto che sia, chi non era d'accordo ha manifestato il suo dissenso e ha sottolineato anche questo aspetto, che, come detto, corrisponde a verità. Verità palese, non celata, attenzione. Tant'è vero che i commenti contrari a questa opinione, legittimi quanto i miei, sono stai tenuti al loro posto. Il lettore, quindi, poteva tranquillamente farsi una sua idea. E questo ci tengo a sottolinearlo, nei confronti di coloro che ci hanno accusato di essere un sito di parte. Qui ognuno ha diritto ad esprimere la sua idea, se in maniera consona ad un dialogo civile. Per offrirvi quindi un altro punto di vista, diverso da quello del sottoscritto, sono lieto di cedere questa pagina, da qui in avanti, a Pillaus. Uno dei tre admin, al quale mi lega una profonda amicizia, e che la pensa in maniera diversa. Ecco qui la sua idea:

«Intanto, mi colloco spaziotemporalmente: sono studente alla Sapienza proprio al famigerato dipartimento di Fisica da cui è partita la protesta. Non sono credente ma nemmeno ateo militante: per me il mondo perfetto sarebbe fatto di gente che crede in quello che vuole e non cerca di convincere gli altri oltre i limiti del buon gusto...

In questi giorni si è parlato molto, e spesso molto a sproposito, di questa apertura dell'anno accademico. Sono stati invocati i fantasmi di un'intolleranza medievale, di libertà negate, di diritti violati. Nella mia visione delle cose, così come il Papa è libero di andare dovunque e parlare urbi et orbi, è libertà di 67 docenti e di un gruppo di studenti dichiararsi contrari ad un invito e manifestare contro una visita. Vorrei ricordare che la democrazia non è la dittatura della maggioranza, ma la libera espressione delle idee di ciascuno.

Cercherò ora di spiegare come sono andate le cose dal mio punto di vista (che non voglio imporre a nessuno, ma che mi piacerebbe fosse letto senza pregiudizi).

[newpage]


C'era una volta il Magnifico Rettore che doveva inaugurare l'anno accademico dell'Università La Sapienza. Per ragioni politiche (in senso lato), decide di compiere un atto non senza precedenti, ma quasi: invita il Papa a tenere una lectio magistralis. Il Papa, di buon grado, accetta. Un piccolo gruppo di docenti dal consistente peso accademico (stiamo parlando della crema della Fisica italiana ed europea) invia al Rettore una lettera in cui si protesta per l'invito, adducendo come motivazioni alcune dichiarazioni (obiettivamente non troppo felici) dell'allora cardinale Ratzinger su Galileo. Una parte degli studenti aderisce alla protesta, e inizia la mobilitazione anti-papa, con scene folkloristiche quali frocessione e lectio magistralis di Andrea Rivera. Viene annunciata una manifestazione in contemporanea alla cerimonia di inaugurazione, e il Rettore intelligentemente non la vieta. Qualche giorno dopo il Papa rinuncia alla visita, ufficialmente per motivi di ordine pubblico, ufficiosamente offeso dalla cattiva accoglienza della comunità universitaria (e questa alternanza di motivazioni, l'una sostenuta dalla Curia, l'altra dal Ministero dell'Interno, proseguirà nei giorni). Segue coro di indignazione da parte di buona parte della classe politica, della parte restante di docenti e studenti della Sapienza, Rettore stesso, oltre che naturalmente della gerarchia ecclesiale. Si dice che in Italia c'è un'emergenza intolleranza, che siamo tornati indietro, si grida alla vergogna, si additano i "cattivi maestri" che hanno firmato la lettera (e tra parentesi, ritengo di dubbio gusto chiamare cattivi maestri alcune punte di diamante della scienza italiana che comunque firmano un documento coerente con la propria maniera di vedere la vita), qualche esaltato invoca il licenziamento per i docenti ribelli. Ruini invita gli studenti ortodossi e gl'Italiani tutti a stringersi attorno al Papa offeso, partecipando copiosi all'Angelus. In politica una maggioranza trasversale (forse troppo?) condanna l'avvenuto e si scusa con il Santo Padre. Mons. Bagnasco attacca tutti: il governo, la 194 e i divorzi facili, la deriva laicista del Paese e del mondo.

O tempora, o mores. L'inaugurazione dell'anno accademico avviene comunque, anche se in un ateneo surrealmente deserto (e mantenuto tale da un cordone di polizia), si svolgono le manifestazioni di protesta degli studenti, si svolge l'Angelus con delegazioni studentesche e professoresche, e soprattutto politichesche. E vissero tutti felici e contenti (a parte i dott. proff. truffatori e imbroglioni firmatari della lettera...).
A me viene da dire: e quindi? Cosa è successo di così tragico e scandaloso? E' stato detto che il Papa è stato privato della sua libertà, ma bisognerebbe interrogarsi sul significato della parola "libero". Nessuno ha impedito che il Papa partecipasse all'inaugurazione (e come, tra l'altro? Con la forza? Manifestanti vs. Poliziotti?), e ogni voce di possibili problemi di sicurezza è stata seccamente smentita dal Viminale. Il Papa era dunque libero di andare all'inaugurazione, ma non libero di andarci senza contestazioni, non lo è nessuno a questo mondo. Ma come si dice, la libertà di ciascuno finisce dove inizia quella degli altri, e qui inizia la libertà di manifestare il proprio dissenso ad una visita vaticana, e ne illustro i motivi:

1) Il Papa non si può contraddire, e questo perché è il portatore della Verità. Non sto dicendo che è così da un punto di vista teologico (l'infallibilità vale solo quando parla ex cathedra, cioè mai), ma è così fattualmente. Quante persone avete visto alzarsi durante un'udienza papale a dire "scusi, non sono d'accordo"? A quanti dibattiti avete visto partecipare un Papa negli ultimi anni? Semplicemente la figura del Papa (non di questo in particolare, ma in generale del Papa) ha un'autorità tale da doversi sottrarre alla discussione. In un certo senso, la parola del Papa è quella di Dio. Si può non essere d'accordo, ma sempre fuori del palazzo e in toni sfumati, altrimenti si è eretici anticlericali. Coerentemente con questo discorso, il Papa ha preferito non affrontare la contestazione, perché la sua figura è intrinsecamente non contestabile; il Papa non si contesta, si acclama; la semplice esistenza di una minoranza ribelle lo ha spinto a dichiararsi "non desiderato". Una figura del genere, invitata peraltro a tenere una lectio magistralis, è fuori luogo in ambiente accademico, soprattutto in una situazione formale quale l'inaugurazione dell'anno.
2) Questo Papa ha posizioni molto forti riguardo il rapporto tra Scienza e Fede, e anche se in maniera sfumata viene ribadito nel testo del discorso (letto comunque dal Magnifico Rettore). Le sue posizioni ferme e radicali in campo etico-politico non hanno certo attirato le simpatie di buona parte del mondo universitario. D'altronde, presentarsi in un consesso plurale quale quello universitario a dire che "la storia dei santi, la storia dell'umanesimo cresciuto sulla base della fede cristiana dimostra la verità di questa fede nel suo nucleo essenziale, rendendola con ciò anche un'istanza per la ragione pubblica", non aiuta di certo. Ovviamente, il Papa non può parlare della "sua" verità, ma deve necessariamente parlare delLa Verità, e questo ci riporta al punto 1.
3) La debolezza tutta italiana della classe politica, attenta negli ultimi anni come non mai agli umori del Vaticano, ha investito di un potere reale la CEI, dandogli modo di influenzare le scelte politiche italiane. La CEI giustamente adopera questo potere come reputa opportuno; il Papa in quanto capo della Chiesa rappresenta tutto ciò, ed attira le contestazioni di quanti non ne condividono le "ingerenze" (inteso che la colpa non è di chi ingerisce, ma di chi si lascia ingerire...).
Tutto qua... Aspetto commenti...».

Commenti
Skuola | TV
Ogni ragazzo è speciale!

'Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali' questo e molto altro nella prossima puntata della Skuola Tv!

14 dicembre 2016 ore 16:30

Segui la diretta