Riforma universitaria: le novità in attesa di approvazione

Cristina Montini
Di Cristina Montini

novità della riforma Gelmini

La Riforma Gelmini sull’università è da ieri di nuovo all’ordine del giorno alla Camera. La maggioranza spera di approvarla tra mercoledì e giovedì, ma gli emendamenti presentati sono oltre 400. Intanto le proteste degli universitari continuano e in Basilicata anche il rettore e i presidi di facoltà protestano contro i tagli alle università.

LA PROTESTA LUCANA - Ieri, lunedì 22 novembre a Potenza il rettore e i presidi delle facoltà dell’università della Basilicata, durante l’inaugurazione dell’anno accademico hanno tolto il sigillo che indossano durante le cerimonie ufficiali per “evidenziare le difficoltà che l'Università' dovrà affrontare in caso di approvazione del ddl Gelmini”. Ma la Gelmini va avanti, e si auspica l’approvazione definitiva al Senato entro il 14 dicembre.

I SOLDI CI SONO, FORSE... - Nonostante la determinazione del ministro dell’istruzione nel voler approvare la riforma universitaria al più presto, le polemiche e gli interrogativi rimasti aperti sono ancora molti. Se le risorse finanziarie necessarie ad attuare la riforma sembrano essere state trovate visto che Tremonti ha dato l’ok e la Gelmini ritiene che il miliardo di euro circa recuperato nel disegno di legge di stabilità sia sufficiente a fronteggiare le spese ordinarie, un piano triennale di assunzioni dimezzato per i ricercatori e per garantire il diritto allo studio, dubbi invece li avanza il partito di Fini.

LE NUOVE PROPOSTE - E poi sono oltre 400 gli emendamenti presentati e che si stanno discutendo in queste ore. Tra i più rilevanti quello avanzato dalla Lega che vorrebbe riservare il 10% delle risorse per le borse di studio a chi è residente. Oppure quello proposto dal Pd, cioè “lo sblocco del turn over e la restituzione degli scatti stipendiali ai docenti e ai ricercatori”, ed inoltre un piano per l'assunzione di tremila associati in concorrenza con le assunzioni previste in Finanziaria. L'Idv , invece ha proposto, tra l’altro, di recuperare le risorse per le assunzioni dalla tassazione sui redditi delle banche e sulle speculazioni finanziarie.
[strip]
PRINCIPALI NOVITÀ' DELLA RIFORMA - Ma per chi, tra il caos di scioperi, manifestazioni e polemiche, non avesse ancora ben chiare le idee su cosa prevede questa riforma, eccovi i punti salienti.

Basta con gli sprechi
Coerentemente con la politica di razionalizzazione delle risorse che ha accomunato le precedenti riforme dell’istruzione del Ministro Gelmini, anche per la riforma universitaria l’imperativo è efficienza e riduzione degli sprechi. Sarà, quindi, incentivata la fusione tra piccoli atenei e la riduzione sia delle facoltà (ogni università potrà contarne al massimo 12) che dei corsi di laurea. Per scoraggiare la moltiplicazione delle cattedre, si prevede un premio per le università che riusciranno a spendere meno del 90% del loro bilancio per gli stipendi. E solo attraverso l’assenso di un’apposita Agenzia di valutazione, lo Stato procederà a trasferire alle università una quota pari al 7% dei fondi a loro destinati. Le università che continueranno a utilizzare più del 90% dei finanziamenti statali per le spese fisse (personale e ammortamenti) non potranno bandire concorsi per nuove assunzioni

Meritocrazia
Come già accennato nel corso della presentazione del Piano Nazionale Qualità e Merito, la Gelmini pone l’attenzione sulla meritocrazia. Sia studenti che professori verranno valutati e premiati in base alle loro capacità, ma al momento non è chiaro secondo quali modalità. Per quel che concerne gli studenti, tuttavia, solo coloro che raggiungeranno degli “altissimi profitti”, indipendentemente dal reddito, potranno usufruire di un “Fondo nazionale per il merito”, a patto, ovviamente, che vengano stanziati i finanziamenti necessari per attivarlo.

Codice etico
Tutte le università dovranno attenersi ad un codice etico che servirà, tra l’altro, sia per evitare eventuali conflitti di interesse e nepotismo, sia per incoraggiare una gestione più chiara e trasparente delle risorse. Nei confronti delle università che non si attengano a questo principio di trasparenza, il Ministero potrebbe addirittura decidere di ridurre i finanziamenti.

Docenti e ricercatori
Per i ricercatori viene introdotto il sistema tenure-track, ovvero contratti a tempo determinato dai 3 ai 5 anni, seguiti da contratti triennali al termine dei quali i ricercatori dovranno conseguire l’abilitazione di professori associati se vorranno continuare ad insegnare nell’università, altrimenti saranno costretti a lasciare la carriera universitaria. L’abilitazione, che avrà carattere nazionale, si otterrà solo dopo aver prodotto pubblicazioni scientifiche, aver maturato esperienze internazionali e didattiche (si vorrebbe introdurre anche il superamento di un test di inglese) e successivamente alla valutazione da parte di una apposita commissione scientifica, l'Anvur. Si avrà la possibilità di entrare di ruolo fino a 30 anni e si andrà in pensione a 70 anni (68 per i professori associati).

Gestione degli atenei
Il Rettore potrà restare in carica per al massimo 2 mandati consecutivi (complessivamente 8 anni) ed essere rimosso dall’incarico se sfiduciato dal Senato accademico. Il Senato accademico avrà solamente funzioni e poteri connessi alla didattica e alla ricerca, mentre tutto ciò che è relativo alla gestione dell’ateneo spetterà al Consiglio di amministrazione.

Commenti
Skuola | TV
Ogni ragazzo è speciale!

'Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali' questo e molto altro nella prossima puntata della Skuola Tv!

14 dicembre 2016 ore 16:30

Segui la diretta