No al numero chiuso: 8, 9 e 10 aprile si protesta

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

continua la protesta nelle giornate dell'8,9 e 10 aprile contro il numero chiuso

La protesta contro il numero chiuso non sembra ancora giunta al capolinea. Si prevedono nuove giornate di fuoco per la prossima settimana, in corrispondenza con le date dei test. Gli studenti restano compatti nella loro lotta ad un sistema che garantisce ricchi introiti alle università e stronca le speranze di molti giovani. Quest’anno i malumori sono animati anche dalla brusca deviazione dalla Maturità che gli esami di sbarramento alle facoltà a numero programmato hanno imposto, disorientando gli studenti e costringendoli ad una doppia difficoltà. L’8, il 9 e il 10 aprile gli studenti e i propri rappresentanti scenderanno in piazza, negli atenei e di fronte alle sedi del Miur per rivendicare una radicale revisione del sistema numero chiuso.

UN BUSINESS AI DANNI DEI GIOVANI- Tra le motivazioni al centro del rifiuto del numero chiuso da parte degli studenti, l’inaccettabilità di “un business che specula sulle speranze” delle giovani generazioni. Definizione direttamente fornita da Alberto Campailla, portavoce di Link Coordinamento Universitario, che ha parlato anche un po’ di numeri. Da un lato un aspirante medico su 7 rischia di fare i conti con l’esclusione dall’accesso alla facoltà, causa test, dall’altro tutte le potenziali matricole dei corsi a numero programmato i conti li devono fare con la calcolatrice e il portafogli. Infatti le quote di iscrizione ai test variano dai 50 ai 100 euro, garantendo un introito per università pubbliche e private pari a 6 milioni totali.

LA MATURITA’ E’ IMPORTANTE?- Inoltre a questo punto gli studenti si domandano se il diploma di Maturità conti o meno. Infatti se l’anno scorso il famoso e tanto dibattuto bonus fondava il suo arrivo dietro i banchi dei test d’ingresso sull’importanza del curriculum scolastico e dei risultati ottenuti alla Maturità, quest’anno l’aver collocato i test proprio nel mezzo del percorso verso gli esami sembra testimoniare una controtendenza. D’altra parte come possono i giovani anteporre i test alla Maturità o viceversa? Gli uni sono la chiave del loro futuro, l’altra è il traguardo finale di un percorso durato 5 anni. insomma, i test d’ingresso ad aprile hanno acuito ulteriormente i malumori, ponendo gli studenti di fronte ad una difficoltà raddoppiata.

NON SIAMO NUMERI- Infine, ma non meno importante, è il grido di allarme di fronte ad un sistema che sempre di più valuta le potenzialità e la preparazione dei ragazzi sulla base di test. Dagli Invalsi, tanto contestati anche dai professori, ai test d’ingresso alle facoltà. Come se l’intelligenza degli studenti si misurasse con le crocette. “Il MIUR sta investendo su un sistema di valutazione e selezione che privilegia lo strumento unico dei test, dal numero chiuso all'INVALSI noi crediamo che questa non sia assolutamente la strada percorrere: gli studenti non sono numeri e il nostro diritto di scegliere ed emanciparci non è in vendita”: questa la dichiarazione di Roberto Campanelli, Coordinatore dell’Unione degli Studenti.

Margherita Paolini

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