Laureati in aumento, ma studiare conviene?

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Laureati

Aumentano i laureati, diminuiscono le iscrizioni all’università e crescono gli abbandoni a metà corso di studi. Dalla lettura dei dati delle recenti indagini sul sistema universitario ne esce fuori un quadro apparentemente schizofrenico, ma altro non è che il risultato del susseguirsi di riforme e della criticità del mondo del lavoro.

PIÙ LAUREATI, MA ANCORA NON BASTA - I dati Almalaurea dimostrano la crescita del numero dei laureati che sono passati dagli 85.922 del 2004 ai 215.525 del 2011, ma le rilevazioni Eurostat avvertono che ancora siamo ben al di sotto della media europea. Se nel 2011 il tasso di laureati tra i 30 e i 34 anni in Italia è arrivato al 20,3%, la media europea si attesta al 34,6%, con Paesi che superano il 40% come Gran Bretagna, Francia e Spagna.

OBIETTIVI AMBIZIOSI - L’innalzamento del livello di istruzione, sebbene ancora lontano dall’obiettivo Ue di arrivare al 40% di laureati entro il 2020, è stato possibile grazie alla riforma dei corsi universitari che, grazie alle lauree triennali, ha anche abbassato l’età media di chi riesce a cingersi il capo con la corona d’alloro.

MENO ISCRITTI - Il quadro, però, è tutt’altro che positivo. Accanto a questa crescita, il CNVSU, Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario, ha evidenziato una sensibile diminuzione delle immatricolazione negli ultimi anni. Dal 2004 si è assistito a un calo continuo di diplomati che decidono di iscriversi a un corso di laurea fino ad arrivare, nel 2011, ad avere meno di 6 nuovi iscritti su 10 giovani diplomati.

STUDIARE NON CONVIENE - Se poi si pensa che, in base a quanto riportato nel rapporto dell’OECD “Education at a Glance 2010”, supera di poco il 30% il numero degli studenti universitari che conclude il percorso di studi, si capisce che la crescita dei laureati dovuta alla riforma universitaria è destinata a diminuire sotto il peso del calo delle immatricolazioni e dell’aumento degli abbandoni.

CHI TE LO FA FARE? - Il fatto è che studiare costa. Le borse di studio non soddisfano più la richiesta degli studenti e la crisi economica spesso induce a cercare subito un lavoro anziché investire su una cultura che non si sa se servirà. Galoppa, infatti, la sfiducia verso l’utilità di una laurea. Frequentare l’università non dà più la certezza di vedere aumentate le possibilità di trovare lavoro e spesso si scelgono strade alternative.

Secondo te, laurearsi serve ancora per trovare lavoro?

Cristina Montini

Commenti
Skuola | TV
Ogni ragazzo è speciale!

'Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali' questo e molto altro nella prossima puntata della Skuola Tv!

14 dicembre 2016 ore 16:30

Segui la diretta