Studentessa "riccona" si laurea senza tasse, ma tanti idonei rimangono a bocca asciutta

borsa di studio

Non è la prima volta che accade, ma ogni volta che emerge un caso del genere fa sempre clamore. Ogni anno i controlli delle varie università sui "furbetti" delle tasse che falsificano i propri dati per non pagare aumentano e riescono a mascherare chi ha fatto carte false per ottenere sconti sulla retta. Ad esempio nel 2014 l'Università di Parma controllò a campione 400 studenti e scoprì che 40 di loro avevano presentato autocertificazioni false. L'ultimo caso, quello che è avvenuto a Torino, è per certi versi ancora più clamoroso e fa emergere un malcostume che non riesce ad essere estinto.

Laurea in medicina...gratis

Una ragazza di 25 anni si laurea presso la facoltà di Medicina con ottimi voti. Fin qui nulla di strano, anzi. Il padre è amministratore delegato di quattro società, la madre, invece, è manager aziendale. I due coniugi dichiarano, infatti, un reddito annuo complessivo di circa 100.000 euro: risultano dieci conti correnti, alcuni anche in valuta estera, e un patrimonio immobiliare che ammonta a sei appartamenti e a un casolare di campagna di 270 metri quadri. La figlia risulta anche titolare di un appartamento di proprietà nel quartiere Crocetta di Torino.

Una famiglia più che benestante

Un quadro di una famiglia più che benestante. E allora dove è stato il trucco? Beh, la ragazza per tutta la durata del ciclo di studi ha sempre dichiarato di essere senza reddito, ma dagli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza risultava in realtà fiscalmente a carico di una famiglia più che benestante. Per risparmiare le tasse universitarie, circa duemila euro all’anno, la neo dottoressa dichiarava falsamente di non possedere alcun reddito. Ora le è stata contestata una multa salatissima, mentre per i genitori sono ancora in corso accertamenti fiscali.
Questi comportamenti fraudolenti, ricorda la Guardia di Finanza, non solo danneggiano l’Ente che eroga il contributo, ma anche tutti i cittadini che vedono aumentare i costi dei servizi pubblici.
La falsa dichiarazione, oltre a creare un danno economico l’Università di Torino, è valsa alla venticinquenne l’esenzione dalle tasse che sarebbe spettata di diritto a un’altra studentessa o studente con reali problemi di reddito.

Borse di studio: chi rimane fuori

L'episodio fa tanto più scalpore se letto nel contesto dei recenti dati sulle borse di studio. Secondo LINK - Coordinamento universitario, c'è un calo di quasi il 20% di idonei (cioè degli aventi diritto) passati da 184.227 nel 2014/15 a 149.485. Eppure - ricorda LINK - nel 2015/2016 le regioni dovevano essere facilitate a coprire tutti gli aventi diritto, visto che le nuove regole per il calcolo dell’Indicatore della situazione economica equivalente aveva ridotto i beneficiari del 19 per cento in appena 12 mesi: oltre 33mila studenti che l’anno precedente avevano le carte in regola per percepire la borsa di studio, nel 2015/2016 si sono ritrovati fuori.
Ma non è il solo problema che gli studenti in difficoltà devono affrontare: può infatti succedere che, nonostante si abbiano i requisiti e si risulti idonei, non ci siano fondi a sufficienza per coprire la borsa. Questa è la situazione degli idonei non beneficiari. “Ancora quest’anno - dichiara Andrea Torti, coordinatore nazionale del sindacato studentesco - in tante regioni quali Sicilia, Calabria, Campania, Lombardia, Molise e Veneto si registrano migliaia idonei non beneficiari di borsa di studio, che non hanno ottenuto la prima rata a fine dicembre".

I dati del CNSU

I dati dell'ultimo rapporto sulla condizione studentesca del CNSU forniscono alcuni dati numerici sulla situazione degli idonei senza borsa, riferendosi al periodo compreso tra l’a.a. 2009/2010 e il 2013/2014. In quel periodo di media - ogni anno - 1 su 4 degli universitari in difficoltà economiche non ha ottenuto la borsa di studio, si tratta di circa 40mila studenti tagliati fuori dagli interventi per il diritto allo studio. Nel corso degli anni in esame, infatti, le regioni italiane hanno garantito agli studenti una copertura media di borse tra il 70-80%.
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