Iscrizioni all’estero: escamotage per saltare i test di ingresso o libertà di circolazione?

Cristina Montini
Di Cristina Montini

iscrizione università Spagna Romania

In questi giorni si stanno svolgendo i test di ammissione alle facoltà ad accesso programmato e molte sono le polemiche sulla effettiva idoneità di tali quiz nel giudicare quali sono gli studenti migliori. Molti sono i ragazzi che si ritrovano a ripetere il test anche due o più volte, ma da un’inchiesta pubblicata lo scorso 4 settembre sul Messaggero, sembrerebbe che per fare il medico o il dentista sia possibile saltare l’ostacolo dei test semplicemente iscrivendosi ad una università in Spagna o In Romania.

IN SPAGNA IL TEST E’ PSICOATTITUDINALE - Alessandra Migliozzi scrive sul Messaggero che “ormai la presenza di nostri studenti negli indirizzi sanitari è tale che ci sono istituzioni come la Uax, la Universidad Alfonso X El Sabio, ateneo privato di Madrid, che si sono attrezzati con personale che parla italiano e un sito web scritto nella nostra lingua. Il test? È psicoattitudinale”, ovvero niente a che vedere con i quiz somministrati in Italia, ma spesso si tratta solo di un colloquio per capire se un ragazzo è adatto o meno alla professione medica.

GLI ISCRITTI ITALIANI SONO IN AUMENTO - E si parla di un aumento di iscritti italiani in queste facoltà veramente importante, dai 30 studenti iscritti ad odontoiatria tre anni fa, l’anno scorso si è arrivati a 300 italiani. Tanto che il Ministero ha dovuto mettere un limite ai posti. E nell’articolo citato si parla anche dei costi: in Spagna, se si scegli una università privata si sfiorano i 16mila euro l’anno, spesso spesi da “figli di dentisti che hanno uno studio avviato e che vogliono avere la certezza di poter fare questi studi”.

IN ROMANIA - In Romania la situazione sembra essere simile. Alessandra Migliozzi accenna a società che garantiscono l’entrata alla facoltà desiderata a fronte di “6.000 euro di tariffa per il servizio di documentazione e un corso di lingua intensivo. Il 50% si paga subito, l’altra metà dopo il test” e per studiare la spesa oscilla tra gli 8-9mila euro l’anno tra iscrizione, vitto, alloggio e aereo.

LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE O RAGGIRO DEI TEST? - Essendo sia la Spagna che la Romania stati europei, la circolazione delle persone sia per lavoro che per studio è libera, quindi il fatto che ci sia mobilità di studenti non è di per sé un fatto strano. Tuttavia il fatto che il numero di “studenti migranti” sia così aumentato in questi anni e, soprattutto, verso università all’estero che non prevedono test di accesso o per lo meno con tipologie diverse dalle nostre, potrebbe indurre a pensare che si stia consolidando una pratica per aggirare il difficile ostacolo dell’accesso programmato in Italia.

RACCONTA LA TUA ESPERIENZA - In molti commenti all’articolo citato vengono riportate testimonianze di chi frequenta tali facoltà in Spagna o in Romania e nei quali viene ribadita la serietà di questi studi. Se anche tu vuoi raccontare la tua esperienza, contatta la Redazione, oppure lascia un commento.

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