Cinico? No grazie, sono solo un ingegnere

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È riportata su Linkiesta la notizia di una nuova indagine sociologica sui tipi da facoltà: questa volta è toccato agli ingegneri. Durante la ricerca sono stati intervistati circa 300 studenti o laureati in Ingegneria di quattro diverse università del nord-est degli Stati Uniti, ed il risultato dimostra che, nel corso degli anni, i ragazzi che si iscrivono a questa facoltà diventano sempre più cinici. Lo stereotipo dell'ingegnere, particolarmente legato ad una visione del mondo concreta e "tecnica" a scapito dell'interesse verso le problematiche di stampo sociale, filosofico e umanistico ha acquisito quindi una base scientifica, che ricollega la sua personalità alle materie studiate. Ma è davvero così?

UNA RICERCA SUL DISIMPEGNO - La teoria di Erin Cech, studiosa dal Dipartimento di Sociologia della Rice University di Houston, è che gli studi tecnici che si svolgono durante gli anni alla facoltà di Ingegneria possono comportare o stimolare una certa "cultura del disimpegno". La teoria è stata poi dimostrata dalla sua ricerca Culture of Disengagement in Engineering Education? , che effettivamente mette in luce un calo di interesse nelle problematiche sociali nei ragazzi che studiano ingegneria nel corso degli anni di studio. Il nerd che non ama il contatto con gli altri ed è chiuso in un mondo di computer, macchine e videogiochi considerato nettamente superiore al reale, è forse una realtà che non si limita ai personaggi più o meno famosi del piccolo e grande schermo.

IL QUESTIONARIO - La studiosa ha chiesto ai 300 ragazzi quali fossero le responsabilità etiche e professionali del loro lavoro, quale fosse l’importanza da dare alle sue conseguenze, e come le persone usino le macchine. Erin Cech ha riproposto in realtà un irrisolto problema filosofico, che riguarda il legame tra etica e progresso scientifico, tecnico e tecnologico, e sostiene che la progressiva insensibilità a certe problematiche da parte degli ingegneri derivi dalla stessa natura dei loro studi: i problemi non tecnici, infatti, sono percepiti come irrilevanti nel processo di problem-solving.

TIPI DA UNIVERSITÀ - Il mondo si divide quindi davveroe tra tecnici e filosofi, scienziati e umanisti dai valori in netta contrapposizione fra di loro? La ricerca americana sembra confermare il senso comune, anche se sarebbe interessante, per avere una visione davvero completa, controllare i risultati di ricerche analoga in altre facoltà, e poi confrontarli tra loro. Gli studenti di matematica e fisica risulteranno asociali e soggetti a disturbi psichiatrici che, inaspettatamente, esaltano il loro ingegno? Gli studenti in filosofia o risulteranno impegnati socialmente, ma dediti all'uso della calcolatrice anche per contare il resto al supermercato? A nuove indagini sociologiche l'ardua sentenza.

Secondo te la facoltà scelta può influenzare la personalità di uno studente?

Carla Ardizzone

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