Un esame al giorno: un incubo o un aiuto?

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

università Texas: sperimentato il metodo di un esame al giorno con ottimi risultati

La vita dell’universitario non è certo idilliaca. Tra corsi, lezioni, ricevimenti coi prof, e le tanto temute e snervanti sessioni di esami, è meglio sapersi organizzare per non rischiare un esaurimento. Tuttavia, sembra che non ci sia limite alle difficoltà che uno studente può ritrovarsi a fronteggiare dietro i banchi delle facoltà. Infatti presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università del Texas, tre professori hanno deciso di svolgere un esperimento sulle giovani cavie: un test al giorno anziché un unico esame a fine corso. Obiettivo? Dimostrare che sottoporre gli studenti ad un esame quotidiano aumenterebbe le loro capacità di apprendimento e anche il loro rendimento.

L’ESPERIMENTO - Si chiamano James W. Pennebaker, Samuel D. Gosling, e Jason D. Ferrel, gli “artefici maligni” del metodo “un test al giorno”. I tre insegnanti dell’Università del Texas hanno preso come riferimento per il proprio studio due classi formate da 901 e 935 studenti. Per una delle due classi non si è registrato nessun cambiamento, vale a dire che i prof hanno continuato a fare lezione regolarmente, fissando secondo tradizione un esame alla fine del corso. Sorte ben diversa quella che si sono ritrovati a vivere gli universitari dell’altra classe, esaminati quotidianamente, a lezione terminata, dagli insegnanti tramite quiz su pc.

LE MEDIE SI IMPENNANO - A esperimento completato, i tre prof hanno avuto ragione. Infatti i voti finali dell’intera classe sono aumentati di 5-10 punti rispetto al rendimento degli studenti dell’anno precedente. Un risultato non di certo imputabile a degli inspiegabili super poteri delle giovani cavie, né ad una carenza generale di intelligenza dei loro predecessori. I tre insegnanti hanno infatti spiegato che chi è sottoposto a test quotidiani ha riscontrato risultati migliori rispetto a dei colleghi dello stesso corso che tuttavia hanno affrontato un solo esame finale. Applicando insomma il metodo “un esame al giorno”, si registra un miglioramento del voto pari anche al 10%, si riduce il tasso di frequenza, e le disparità tra le medie degli studenti con basso e alto reddito di provenienza si riducono del 50%. I dati sono stati ufficialmente pubblicati sul sito Plos One.

BOCCIATI I PROF DELL’ESPERIMENTO - Peccato che gli eccellenti risultati non siano bastati agli studenti sottoposti allo stress dell’esame quotidiano a salvare i propri insegnanti dalla gogna. Infatti sembra che i voti che gli universitari hanno assegnato ai tre prof siano stati i più bassi registrati. Questo a causa, certamente, dello stress richiesto da questa nuova modalità di insegnamento imposta dagli artefici dell’esperimento alle giovani cavie. Ma possiamo affermare che, con questi evidenti miglioramenti, i ringraziamenti ai prof non tarderanno ad arrivare. Che “un esame al giorno” sia la formula di successo della vita accademica?

Se davvero fosse d'aiuto, ti piacerebbe fare un esame al giorno?

Margherita Paolini

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