Erasmus finito? Supera il trauma e torna a studiare

ogni volta che si ritorna da un Erasmus gli studenti subiscono un trauma

Musi lunghi e facce stanche, qualche esame da recuperare, ma soprattutto ore ed ore passate su Skype a parlare con le persone conosciute in Erasmus e ormai lasciate: sono i sintomi degli studenti affetti da trauma da rientro Erasmus. Alcuni di loro sopra l’armadio hanno “la scatola dei ricordi” e, per anni e anni a seguire, ogni volta che incontreranno qualcuno che viene da quel paese del cuore, non vedranno l’ora di rispolverare la lingua rimembrando i bei tempi andati. Diventa un problema se questi affetti da sindrome da post-Erasmus si incontrano in vostra presenza perchè, non importa dove vi troviate o cosa stiate facendo, loro si dimenticheranno di voi per tuffarsi insieme nei ricordi. Alcuni, non tornano proprio e chiedono di poter prolungare il periodo all’estero, e altri ancora decidono di trasferirsi definitivamente, magari per amore. Succede soprattutto a coloro appena stati in Paesi pieni di sole e vita come Spagna e Portogallo.

L’IDENTIKIT DEL TRAUMATIZZATO – La prima settimana dopo il rientro, il vostro amico traumatizzato ancora non si rende conto di cosa gli sta accadendo: si impegna a partecipare a feste e serate con i soliti amici, ma voi capite subito che ha la testa fra le nuvole e che si accende una lampadina nel suo volto solo se qualcuno gli chiede di raccontare la sua esperienza. E' in seguito che comincia il periodo oscuro: il traumatizzato realizza il distacco e passa ogni minuto del suo tempo a programmare le rimpatriate con i compagni Erasmus, cerca compulsivamente di rivedere il proprio fidanzato straniero, riguarda ossessivamente le foto e lascia lunghi commenti. Il resto del tempo dorme e un po’ si rattrista piangendo mentre ascolta canzoni da discoteca. E gli esami? Quello è il terzo step: chi non si è impegnato o ha lasciato qualcosa da parte, comincia ad avere l’ansia da recupero, mentre chi ha studiato ha l’ansia da convalida degli esami all’estero e dovrà combattere dure battaglie tra le segreterie universitarie.

IL CUORE IN SPAGNA - Il trauma non è cosa facile da superare. Dentro ogni traumatizzato rimane una certa nostalgia che riaffiora in ogni occasione torni il ricordo di quel paese ormai lasciato. Gli anni passano, ma alcuni, addirittura dopo la laurea, continuano a frequentare i locali e le associazioni Erasmus nella loro città, sfoggiando la loro datata tessera. Altri fanno addirittura volontariato o lavorano nell’orientamento di quei ragazzi che dall’estero vengono in Italia, e altri ancora programmano il trasferimento definitivo. Chi sono questi casi senza speranza? In particolar modo gli ex-Erasmus in Spagna e Portogallo, dove il sole e l’accoglienza dei ragazzi del luogo, come le splendide città e la vita notturna sono a loro parere indimenticabili. Questi traumatizzati rimarranno spagnoli o portoghesi d’adozione per tutta la vita.

AMICI, NON DISPERATE – Voi amici del traumatizzato post-Erasmus non preoccupatevi troppo e lasciate decorrere le fasi naturali della sindrome: ascoltate gli interminabili racconti e consigliatelo sulle impossibili o meno storie d’amore a distanza che il vostro amico si porta dietro. Dovrete avere pazienza se non vi sembrerà subito partecipe alle solite attività e vi sembrerà sempre insoddisfatto, cercate comunque di coinvolgerlo. Quando potete sbolognarlo a qualcuno che ancora non ha sentito i suoi racconti, fatelo con tranquillità, così vi riposerete e sarete in forma quando vi chiederà di uscire a far baldoria in ogni momento della giornata per non perdere le abitudini che aveva all’estero, specialmente nei locali e nelle feste Erasmus. Tranquillizzatelo: sicuramente lo accompagnerete in un ipotetico viaggio per andare a trovare i suoi amici Erasmus, prima o poi. Ad un certo punto, guidato dalla vostra calma, il vostro amico supererà la sua drammatica situazione. Almeno, finchè non incontrerà un altro ex-Erasmus con cui sprofondare di nuovo nella nostalgia.

E tu sei mai partito in Erasmus? Dove?

Carla Ardizzone

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