Laureati: più sai, meno possibilità hai di trovare lavoro

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Laurea

Laurearsi conviene? A guardare le statistiche sull’occupazione sorge qualche dubbio: aumentano i disoccupati laureati e scarseggiano in Italia le aziende disposte ad assumere manager o laureati pluri-specializzati. Ma non demoralizzatevi, perché una volta conquistato il posto di lavoro, la rivincita arriva: i laureati guadagnano di più.

NON C'È POSTO PER I MANAGER - Che fatica studiare! Ed è ancora più faticoso se si pensa che poi la ricerca del lavoro sarà tutt’altro che una passeggiata. Secondo il Rapporto Ires Cgil “Scenario della crisi”, i laureati che hanno sofferto di più la mancanza di posti di lavoro tra il 2008 e il 2010 sono i manager e i dirigenti (-18,1%).

POCO LAVORO PER CHI SI FERMA ALLA TRIENNALE - Meglio, quindi, fermarsi alla laurea triennale anziché spendere tempo e denaro in master e specializzazioni? Non siatene così convinti, perché le indagini Stella (Statistiche in tema di laureati e lavoro) hanno rilevato che sta crescendo anche la disoccupazione di chi ha svolto un corso triennale: ad un anno dalla laurea il 38% è ancora impegnato a spedire curriculum (nel 2009 era il 39,4%).

A SAPERLO MI FERMAVO AL DIPLOMA! - Triennali o specializzati, quindi, i laureati non hanno vita facile e il citato rapporto Ires Cgil rileva che oltre il 30% per guadagnare qualcosa si deve accontentare di svolgere professioni non qualificate. Il problema, afferma Michele Tripaldi, presidente per il Lazio dell’Aidp (Associazione italiana dei direttori del personale) è che “le aziende qualificate, quelle in grado di valorizzare i giovani laureati ma anche i manager con un'esperienza consolidata, sono meno di 100 mila”. In Italia, infatti, ci sono moltissime piccole e medie aziende gestite in modo “familistico” all’interno delle quali non riescono ad essere valorizzate le competenze e le specializzazioni.

L'UNIVERSITÀ' PUÒ ASPETTARE - E sarà proprio la sfiducia verso l’utilità della laurea una delle possibili cause del numero sempre crescente di neodiplomati che decidono di posticipare l’iscrizione all’università. Il 24% dei giovani usciti dalle superiori, infatti, rinvia l’immatricolazione di uno o due anni. A dirlo è l’indagine “Social and economic conditions of student in life Europe - Eurostudent IV 2008 – 2011” che dimostra come questo fenomeno peraltro sia comune a tutti i paesi europei.

I LAUREATI GUADAGNANO DI PIÙ - Ma allora a cosa serve studiare così tanto? Andrea Cammelli, docente di statistica all'università di Bologna e direttore del consorzio interuniversitario Almalaurea, afferma senza dubbio che “laurearsi conviene sempre: rispetto ai diplomati, i laureati hanno un tasso di occupazione maggiore dell'11% e le loro retribuzioni lungo l'arco della carriera sono più alte del 50-55%”.

SERVE ESPERIENZA - Il problema, però, rimane arrivarci al lavoro, e allora per essere più competitivi puntate sul saper fare. Studiate e specializzatevi nella disciplina che più vi piace, ma non trascurate l’esperienza pratica! Durante i vostri studi, infatti, impegnatevi in attività che vi possano aiutare a fornirvi un bagaglio di esperienze e di “know how” che di certo farà gola alle aziende e vi renderà preferibili rispetto ad altri.

Secondo te laurearsi conviene ancora?

Cristina Montini

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