10€ in tasca? Povero o ricco dipende dalla città

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Pizza, birra e caffè, più l’autobus per il tragitto: un piccolo salasso che influisce in modo considerevole sul lifestyle studentesco. Ma se in alcune città la febbre del sabato sera è solo questione di “pochi spicci”, in altre è motivo di ragionamenti ponderati. Lo rivela un’indagine di Skuola.net su una rielaborazione dei dati della Grande Guida Università 2015-2016 realizzata da La Repubblica e Censis. E se alla normale vita sociale si uniscono le spese della frequenza universitaria, il portafogli si alleggerisce di circa 1000€ l’anno.

METTI UN SABATO SERA... - Sabato sera tipo: l’universitario acquisterà due biglietti dell’autobus per spostarsi, pizza e birra al ristorante per star sazio e un caffè per restar sveglio. Il costo? Anche 15€. Tutti in un colpo solo. E in alcune realtà italiane organizzare l’uscita con gli amici più di una volta alla settimana diventa un lusso.

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VENEZIA, MILANO E ROMA: DOVE USCIRE E' UN LUSSO - E’ Venezia la più cara di tutte, nella città delle gondole un’uscita con gli amici arriva a costare quasi 18€. Se infatti per la margherita con la media chiara insieme all’espresso è necessario racimolare circa 12€, il biglietto a\r per i mezzi pubblici fa venir voglia di rinunciare (o di fare una lunga passeggiata). La gabella da pagare infatti è di ben 6€. Sorte simile a Milano, qui gli studenti mediamente pagano 11€ per pizza e birra accompagnato da un caffè; per il tragitto da casa e ritorno però devono racimolare dalle tasche altri 3€. A Roma invece, il sabato sera costa mediamente 13€. “Menu fisso” con pizza, birra e caffè costa 10€, per il bus, anche qui la media mano al portafoglio, servono 3€.

CATANIA, NAPOLI E BARI: LE PIU' ECONOMICHE - Va decisamente meglio al Sud dove per il tempo libero bastano 10€. A guadagnarsi il podio come città più economica c’è Catania. Qui lo studente può permettersi di uscire con tranquillità. Per i trasporti occorrono solo 2€, tra pizza birra e caffè invece si spendono meno di 8€. A seguire c’è poi Napoli. Se qui per muoversi da casa si spendono 3€, sono pizza e birra le spese che gravano di meno, in media 6,81€ per tornare con la pancia piena, la “tazzuriella ‘e cafè” infine, poco più di 0,80€. A Bari con 8,39€ si può ordinare da bere e da mangiare senza troppi “mal di pancia”, con 0,74€ si può aggiungere anche il caffè. Per evitare la scarpinata fino a casa 2€ per il bus sono sufficienti, quindi con circa 11€ si esce in santa pace.

NON FINISCE QUI - Avere minimo di vita sociale è quindi una spesa non indifferente, soprattutto nelle città meno a portata di studente. A dare il colpo di grazia ci sono poi le tasse universitarie e i libri per studiare, insieme al caro affitti per i fuorisede. Da una recente ricerca di Skuola.net sugli studenti universitari risulta che il 35% di loro arriva a spendere fino a 1000€ all’anno solo per le tasse, a cui si aggiunge un ulteriore 30% che dichiara di spendere tra i 500€ e i 1000€. Quando si tratta di mettere la testa sui libri, circa il 58% degli studenti afferma di spendere ogni anno dai 200 ai 600 euro per il materiale. E l’affitto? Servono anche 600€ per una stanza. Sono sempre le grandi città del centro e del nord a pesare di più sul bilancio, Milano e Roma in testa. Al Sud invece si trovano le realtà dove un tetto sopra la testa è meno caro che altrove: a Messina, ad esempio, bastano solo circa 250€.

Carmine Zaccaro -

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