Caro trasporti? Studenti taroccano i biglietti

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

due studenti del Politecnico di Milano vendevano biglietti falsificati. Ma sono stati scoperti

Con un occhio al problema del caro trasporti ed un altro puntato sulle proprie tasche, due giovani studenti del Politecnico di Milano si sono inventati un business alquanto redditizio, quello di carnet a buon prezzo, ovviamente falsificati. Così per qualche tempo fabbricano biglietti in casa, con tanto di stampante in grado di riprodurne copie molto simili agli originali, e li smerciano dietro l’espediente di un questionario alla Stazione Centrale di Milano. A scoprire i truffatori una studentessa che non cade nella trappola e li denuncia.

TRENO QUANTO MI COSTI?- E’ molto probabile che i giovani truffaldini siano stati i primi ad usufruire dei vantaggi di quello che in un primo momento poteva sembrare un piano geniale. Resisi conto, infatti, della possibilità di riprodurre biglietti quasi identici agli originali, i due ventitreenni con molta probabilità hanno sfoderato più volte sul treno su cui viaggiavano biglietti e abbonamenti fasulli. Ma poi deve essersi accesa una seconda lampadina: perché non sfruttare quell’idea, dei biglietti falsi, per cavarci qualche soldo? E così via a riprodurre carnet da 10 biglietti da vendere ai primi creduloni al prezzo modico e scontato di 55 euro, che di fronte agli 80 regolari non poteva che allettare molti giovani acquirenti.

UN PIANO BEN STUDIATO- Ma i due furbacchioni hanno ben pensato di non esporsi in prima persona né di vendere fuori dalla facoltà i biglietti taroccati. Così hanno spedito due ragazze alla Stazione Centrale con il compito di sottoporre i giovani passanti ad un questionario relativo al gradimento degli studenti sui servizi di trasporto, per poi rifilare loro il pacchetto-truffa di 10 biglietti super scontati. In molti sono cascati nel tranello, forse fuorviati proprio dal questionario-copertura presentato dalle inviate speciali come un’indagine curata dalla Bicocca con tanto di logo delle ferrovie, dell’università e del Pirellone.

SMASCHERATI DA UNA STUDENTESSA- Tra i tanti creduloni è capitata però anche una giovane studentessa che con occhio acuto si è resa conto di diverse irregolarità: a partire dalla mancanza del numero di serie sul carnet per passare ad una differente consistenza del cartoncino stampato. Così la ragazza ha segnalato la cosa all’azienda dei trasporti Trenord, che ha immediatamente riscontrato la falsità dei biglietti, e denunciato il tutto alla polizia ferroviaria. Gli investigatori hanno identificato allora i due giovani facendoli cadere nel tranello di una potenziale nuova compravendita: peccato che ad aspettarli fuori dalla Cattolica, al momento del ritiro dell’abbonamento fasullo ci fosse un poliziotto. I due finti Robin Hood che rubavano agli altri per rimpinguare esclusivamente il proprio portafogli, sono accusati ora di truffa e falsificazione di biglietti di pubbliche imprese di trasporto, reati che potrebbero costare loro da sei mesi all’anno di reclusione.

E tu sei mai stato truffato?

Margherita Paolini

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