Baby gang in rosa: la violenza parla al femminile

Scoppiava una bomba di dolore, nel cervello di Daniela, mentre sul braccio le spegnevano una sigaretta, cosa di cui renderà testimonianza per tutta la vita, come i superstiti delle torture di mafia o di nazifascismo. Perciò lei, col cervello ingombrato dalla sofferenza dell’ustione, non era in grado di realizzare l’entità di quell’altro dolore, che è rimasto in ombra. Lo metterà a fuoco un po’ alla volta, nella grafica confusa dei ricordi, quando sarà grande, tra le memorie che segnano per sempre. Umiliazione, rabbia, impotenza, paura, sfiducia nella natura dell’uomo, o della donna.

VIOLENZA IN ROSA - Erano donne, giovanissime, quelle che hanno aggredito Daniela, dodici anni, nome di fantasia,nel piazzale davanti alla sua scuola, a Pesaro. Non le conosceva. Quattordici, quindici anni, poco più di lei. Nessun motivo. Nè uomini contesi, né provocazioni, né ricatti. Niente. Nulla che possa richiamare gli stereotipi classici riguardo alla violenza delle donne, come l’orribile rappresaglia di UmaThurman- Kill Bill contro coloro che le avevano terminato la famiglia, o l’aggressività bisbetica delle femmine di Shakespeare oppresse dai costumi, o le follie di Ersebet, la vampira ungherese che fece sterminare 600 ragazze per idratarsi l’epidermide col loro sangue.

NIENTE OLTRE LA NOIA - Le pesaresi niente. Famiglie in salute, libertà piena di costumi, pelle idratata dalla giovinezza. «Non avevano nessun altra ragione se non la prepotenza», racconta Chiara Giacomantonio, responsabile della sezione minori della Polizia. Lei ne vede tante, di storie così, sempre di più, ogni giorno. Come tanti, si chiede quale oscura degenerazione stia trasfigurando la personalità delle ragazze, come dimostra quel diagramma delle denunce contro minori di sesso femminile,cresciuto a velocità vertiginosa, «solo negli ultimi sei mesi». Violenza, percosse, estorsioni, ingiurie, rapine, furti di cosmetici, scarpe, vestiti, cellulari, prevalentemente a scuola. Nessuno le ha contate. Ma sono certo una parte cospicua delle circa tremilaecinquecentosessanta donne che, nel 2006, hanno commesso reati di violenza, quasi il venti per cento in più rispetto all’anno precedente.

PULP WOMEN - Le più giovani sono le più aggressive. Contaminate: «la violenza viene proposta continuamente e in ogni sede come un modello vincente», spiega Paola Marinelli, coordinatrice della sezione scolastica per l’Ordine degli psicologi del Lazio. «Così le donne, da sempre prevaricate ed abusate, Preferiscono adesso identificarsi con l’aggressore ». E allora eccole qui. Ragazze cattivissime, decise a liberare senza freni una parte selvatica e oscura di se stesse, con tutta l’esplosione di energia dei loro anni. Capaci di mettere in piedi, con la formidabile capacità organizzativa delle donne, autentiche, feroci baby gang, piccole associazioni per delinquere dedite al furto, al vandalismo,alle estorsioni e ai pestaggi, con una ragione sociale prevalente, fine a se stessa: la perfidia. «Anche in quella, come in tutto il resto, rispetto ai maschi hanno una marcia in più: più sottili, funeste, devastanti», spiega Marinelli. Gerarchia piramidale, in genere, con una leader più spregiudicata e più aggressiva, che coordina il gruppo con il carisma e con l’autorità di un boss.

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APE REGINA - L’ape regina misura il suo potere sfruttando ogni possibile occasione. Per scatenare l’ordine di attacco sulla vittima predestinata basta un niente. Laura,nome inventato,dodici anni, l’hanno pestata a sangue in sei, dai tredici ai sedici anni, al Luna Park di Pian di Massimo, Perugia,«solo perché si rifiutava - racconta Giacomantonio - di lasciare alla leader del gruppo il suo posto sulla giostra». «Scendi! », e lei niente. Il posto se l’era conquistato facendo la fila, diversamente da quelle della gang. E allora botte. Un gruppetto famoso, al Luna Park: pestaggi e insulti e minacce col coltello, senza un motivo preciso, per diversificare un po’ l’animazione tra una giostra e l’altra. Come a Torino, dove una dozzina di quindicenni, sempre al Luna Park, si sono accanite contro la bella della scuola: calci, capelli stappati, pugni, quindici contro una. E infine, per dare un senso compiuto all’impresa, le hanno rubato la borsa e il cellulare. Stampate in fotocopia, le Erinni del duemila: lunghi capelli sparsi sulle spalle, anfibi, minigonne o jeans stappati calati fino al pube con mutande a vista, sguardi sprezzanti, piercing, zainetti informi, dai quali quasi sempre pende un minuscolo orsacchiotto di peluche, provocazione ambigua, feticcio dell’infanzia, chi lo sa.
TEMPERINO - L’ultimo oggetto di moda tra le fanciulle, invece,non si vede. Nascosto nello zaino o nelle tasche. Ce lo rivela, in una ricerca, l’università di Trento:il coltello, oppure il temperino. Usati per sfregiare con piccoli tagli, nulla che impressioni, un nuovo gioco. Vessazione diffusa, con variabili fantasiose, all’occorrenza. Per esempio Roberta, sedici anni, bellissima studentessa a Genova, dopo aver ricevuto per mesi messaggini minatori, e aver trovato scritto sul suo banco «ti taglio la gola», racconta di essere stata marchiata in classe dalle sue compagne con un accendino rovente premuto sulla pelle, prognosi cinque giorni. Diverso trattamento per Conchita, quattordici anni, sudamericana a Roma, figlia di una collaboratrice domestica: è stata scaraventata per terra e colpita sulla testa a colpi di chiavi dalle sue compagne. Volevano impedirle di fare la prova di italiano per l’esame di licenza media, prevista per il giorno dopo. Razzismo. . «L’imbarbarimento dell’identità femminile nelle adolescenti è solo l’ultimo indizio di un degrado sociale collettivo», assicura Marinelli. Solo uno specchio. Davanti ce le abbiamo messe noi.
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MARIDA LOMBARDO PIJOLA – L'articolo che avete appena letto è stato scritto da Marida Lombardo Pijola per il Messaggero. Si tratta di una giornalista a cui noi di Skuola.net siamo molto legati perché è molto vicina al mondo dei giovani. Autrice del best-seller "Ho dodici anni, faccio la cubista, mi chiamano Principessa - Storie di bulli, lolite e altri bimbi", libro choc che ha rivelato il mondo segreto dei preadolescenti, oggi è una delle esperte dei fenomeni di società e costume nel mondo degli adolescenti. I suoi articoli ci accompagneranno in questa estate 2008.

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