Sesso e millenials: l'informazione passa dal web

MariFrancesca
Di MariFrancesca

Oggi esiste un modo per sapere tutto e subito e si chiama Internet. Ogni giorno cerchiamo una miriade di informazioni riguardanti gli argomenti più svariati: curiosità, salute, interessi e hobby alla ricerca di una spiegazione ufficiale che plachi la nostra voglia innata di sapere. Nella scatola magica di Google - il motore di ricerca più apprezzato dal web – troviamo di tutto. Si può decidere di googlare tra amici per scoprire, ad esempio, tutto di una persona che ci piace e arrivare così preparati ad un primo appuntamento senza nulla lasciare al caso. Il web, infatti, risolve le esigenze quotidiane per quasi la totalità dei under 30 italiani: è utente della rete il 95,6%, il 54,7% consulta siti di informazione (13° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione). In seconda battuta arriva il web vissuto come fonte di intrattenimento, un modo per passare il tempo attraverso la fruizione di video, social networks, giochi online e musica. Ma in qualsiasi modo la si voglia intendere la navigazione in rete resta per i giovanissimi (dai 12 ai 17 anni) e i millennials (dai 18 ai 24 anni) una fonte inesauribile di informazioni per restare costantemente aggiornati in real time.

Gli argomenti più cercati in rete


Cosa cerchiamo quando ci muoviamo nei meandri del web? Quali sono gli argomenti più cercati in rete? Come d’abitudine ogni anno Google ci informa sulle statistiche che vedono protagonisti gli argomenti più cliccati fra i risultati del principale motore di ricerca del web. Tra le pratiche più diffuse dagli internauti ci sono tutti quegli argomenti capaci di farci battere il cuore: rapporti di coppia, amore e sessualità in pole position. Ad esempio, la domanda che compare fra gli argomenti più cercati dai giovani su Google è “Come si fa l’amore per la prima volta?”. Quando gli adolescenti e i giovani studenti cercano informazioni sul sesso è a Internet che si affidano. Questa tendenza ci consegna una cartolina reale che vuole gli adolescenti abbastanza informati sulla sessualità, più sfacciati nel tentativo di dipanare dubbi e chiarimenti con i propri amici o anche con gli adulti stessi ma maggiormente esposti ad una mala-comprensione dell’argomento a causa di un utilizzo bulimico di informazioni presenti in rete. Se da un lato dunque esiste una correlazione positiva tra l’utilizzo della tecnologia e il raggiungimento dell’informazione, dall’altro la ‘conquista’ dello smartphone ha suscitato negli adolescenti un cambiamento dei modelli di comunicazione poco orientato alle relazioni con la famiglia e i genitori.

Sfera sessuale e identità digitale


Dopo i propri pari, ha dichiarato la responsabile area “Welfare e Salute” del CENSIS Ketty Vaccaro, “Internet e i nuovi media sono gli strumenti che i giovani citano come i più rilevanti per le informazioni che hanno ottenuto sia sulla sessualità che sulle malattie sessualmente trasmissibili e l’Hiv. La Rete ha una funzione informativa fondamentale. Non ci dimentichiamo che in generale la sessualità è il tema più cliccato, quello più ricercato su Internet”. A conferma di quanto dichiarato sopra lo studio “Millennials e vaccinati? Cosa sanno i nativi digitali dei rischi della sessualità” - realizzato dal CENSIS - pare proprio confermare questa tendenza consegnandoci dei dati reali che vedono gli adolescenti più informati sulla sfera dell’affettività ma con qualche confusione terminologica. L’indagine ha consentito di far luce su diversi aspetti concernenti il rapporto dei giovani con la sessualità e la prevenzione dalle malattie a trasmissione sessuale, dalle fonti di informazione, alla conoscenza delle malattie, alle opinioni e atteggiamenti circa la vaccinazione come strumento di prevenzione. Ad esempio, tra le fonti di informazione sulle infezioni sessualmente trasmesse risulta preponderante il ruolo dei media (tv, riviste, internet), utilizzate dal 62,3%. Poi viene riconosciuto come significativo il contributo della scuola (53,8%), e solo il 9,8% cita i professionisti della salute come i medici di famiglia, i medici specialisti e i farmacisti.

Contraccezione e prevezione, che confusione


Il web amplifica e prolunga la vita di relazione, moltiplicando le esperienze ma anche generando dinamiche specifiche del mezzo virtuale che non sempre si è preparati a gestire. La distinzione tra contraccezione e prevenzione, ad esempio, non è sempre chiara tra gli adolescenti intervistati nel rapporto CENSIS. Il 70,7% dichiara di usare il profilattico come strumento di prevenzione, ma il 17,6% afferma di ricorrere alla pillola anticoncezionale, collocandola erroneamente tra gli strumenti di prevenzione piuttosto che tra i mezzi di contraccezione. “Gli adolescenti e i giovani millennial che abbiamo interpellato si muovono in un mondo inondato di immagini e contenuti sessuali sempre più facilmente accessibili, in media a 17 anni iniziano ad avere rapporti sessuali e hanno colmato le tradizionali differenze tra ragazzi e ragazze. Eppure circa il 50% dichiara di avere dubbi in materia di sessualità”, continua Ketty Vaccaro. E’ importante in questa fase acquisire le giuste informazioni sulla contraccezione e sulle malattie sessualmente trasmissibili. E nel fare questo di certo tanto la scuola che i professionisti del settore possono fornirci una mano.

Il ruolo dei media


Sono i media ad avere il primato per l’informazione dei ragazzi su infezioni e malattie sessualmente trasmissibili. “L’insufficiente conoscenza di queste infezioni e di come prevenirle è tra i principali problemi” ha detto Andrea Lenzi, professore ordinario di Endocrinologia dell’Università “La Sapienza” di Roma. “La maggior parte delle informazioni che i giovani hanno derivano infatti dagli amici, seguiti dai media e dai social network, lasciando spazio a molta spazzatura sul web. Parlando di Papillomavirus e di maschi, per esempio, spesso i ragazzi non sospettano minimamente di poter essere portatori di una infezione che puo’ anche causare un tumore”. La conoscenza del Papilloma virus (Hpv) in particolare risulta più diffusa tra le ragazze (83,5% che ne ha sentito parlare a fronte del 44,9% dei ragazzi). E risultano ancora le ragazze quelle maggiormente informate sulla possibilità di prevenzione basata sulla vaccinazione contro il Papilloma virus: parliamo del 79,8% a fronte del 55% dei maschi.

Per una buona informazione


Tutto sommato però è necessario riuscire ad inquadrare questi dati anche con una certa positività. Perché se da un lato è vero che affidarsi totalmente al web per la ricerca di informazioni così delicate può essere confusionario e controproducente, dall’altro però tutti questi numeri ci raccontano anche di una maggiore consapevolezza dei ragazzi rispetto al passato riguardante, appunto, gli argomenti legati alla sessualità. Seppur con qualche dubbio si proteggono dalle infezioni sessualmente trasmissibili e si informano attivamente attraverso tv, giornali e web. E questo anche grazie alla comunicazione presente in Internet e circolante attraverso campagne specifiche di informazione scientifica. Forse, come si dice in gergo, sarebbe necessario aggiustare maggiormente il tiro della comunicazione, attivando i giusti canali di informazione attraverso la scuola e gli specialisti del settore. E’ importante lavorare su questa relazione educativa proprio per creare una maggiore consapevolezza non solo tra gli adolescenti ma anche nelle loro famiglie sulle possibilità di prevenzione che pur ci sono.

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