Connessi e dis-connessi: studenti e prof a confronto

Marcello G.
Di Marcello G.

scuole digitali

Generazione Z e professori: due mondi che non si incontrano quasi mai. La distanza che separa i ragazzi di oggi e gli adulti emerge anche tra i banchi di scuola. Così, se i primi sono quelli sempre connessi, che amano tutto ciò che è innovazione e che difficilmente digeriscono l’impostazione tradizionale della didattica, i secondi sono ancora grandi sostenitori del passato, poco avvezzi a familiarizzare con le nuove tecnologie. La Generazione Z è famosa per essere una cosa sola con Internet: il 40% degli adolescenti ci passa oltre 5 ore al giorno. Qualcuno tiene acceso lo smartphone, anche a scuola; ma di nascosto, non per studiare. Perché i professori, al contrario, non approvano queste ‘diavolerie’. Lo dimostrano ogni giorno. Una tesi avvalorata da numerose indagini effettuate da Skuola.net nei mesi scorsi per capire quale sia il livello di digitalizzazione degli istituti italiani. Ne abbiamo parlato nel corso della trasmissione Buongiorno Dr. Feelgood e Mr. Cotto su Virgin Radio.

Lavagne interattive multimediali più presenti dei pc

Nonostante il 94% degli studenti, infatti, affermi di avere, ad esempio, un’aula Pc a scuola, solo il 7% l’adopera tutti i giorni (negli istituti tecnici e professionali la percentuale sale al 17%, ma non è sufficiente). In 1 caso su 2 il famoso "laboratorio", invece, è usato a singhiozzo: il 28% studia qui una volta a settimana (nei tecnici e professionali il 52%), il 22% appena una volta al mese, 1 su 3 praticamente mai. Leggermente meglio, ma non di tanto, con la LIM – la lavagna interattiva multimediale – che è protagonista solo nel 39% delle classi. La speranza risiede nel futuro, visto che alle scuole medie il suo uso quotidiano si sta diffondendo in maniera molto più rapida; così, oggi, la possiamo trovare accesa praticamente nella metà delle aule. Forse anche per merito di docenti più giovani rispetto alle scuole superiori.

L'intervento di Daniele Grassucci, co-founder di Skuola.net a Buongiorno Dr. Feelgood e Mr. Cotto su Virgin Radio
Ascolta "Scuola digitale studenti e prof a confronto - Virgin Radio - Daniele Grassucci - 06042017" su Spreaker.

Il registro elettronico è la risorsa più utilizzata dai prof

La conseguenza della scarsa abitudine dei prof a dialogare con il digitale è una cattiva gestione anche di uno strumento nato per semplificare la vita scolastica e renderla più trasparente e vicina alle famiglie: il registro elettronico. Per onestà va detto che, in base a quanto riferito dai ragazzi in una recente indagine, nell’86% dei casi l’uso del registro elettronico a scuola è una pratica consolidata e che il 60% degli studenti dice che presenze, assenze, compiti e note vengono registrati esclusivamente su fogli elettronici. Ma è anche vero che circa 1 intervistato su 10 testimonia l'abitudine del docente di permettere agli studenti di inserire dati nel registro di classe al suo posto (addirittura il 5% conferma che questo succede anche con il registro personale del prof). Perché, in tanti, non lo sanno usare. Meno male che ci sono i genitori che, in 3 casi su 4, hanno ormai preso dimestichezza con questa preziosa risorsa.

Ma il vero ostacolo è la connessione: il wi-fi è scarso e poco veloce

Anche se il problema potrebbe essere più ampio, da individuare alla sorgente, visto che il primo paletto che impedisce l'uso massiccio delle risorse multimediali nelle scuole è proprio la connessione a Internet veloce. In alcuni casi il wi-fi funziona solo in determinati luoghi dell'istituto. In molti altri (circa 1 su 3) non c’è proprio alcuna possibilità di connettersi, se non con il proprio smartphone. Tirando le somme, solo il 23% dice di poter usufruire di un collegamento senza fili anche in classe.

Tra Nord e Sud c’è una voragine digitale

Ma la distanza non è solo generazionale perché il divario è anche geografico. La percentuale di wi-fi nelle scuole, al Sud, crolla al 16%, scavando un solco preoccupante rispetto al Nord Italia, molto più avanti con il suo 27%. Senza contare che, anche chi la connessione ce l’ha, deve combattere con la sua velocità, non sempre soddisfacente: il 41% dei ragazzi la giudica appena discreta, il 25% addirittura scadente. Solamente l’8% afferma che la sua scuola ha un’ottima velocità di connessione. Stessi discorso per il registro elettronico: al Nord lo usa il 91% dei docenti, al Sud al contrario si scende in picchiata fino al 38% (qui, inoltre, più di 1 ragazzo su 5 proveniente dal Meridione ammette di non aver mai visto nella propria classe il registro digitale).

Gli e-book non convincono neanche gli studenti

Unica nota dolente sul fronte ragazzi riguarda gli e-book. La metà degli studenti preferisce ancora libri cartacei. Solo il 22%, invece, sceglierebbe un formato digitale; mentre il 30% sembra disposto a cedere agli e-book, ma solo per alcune materie. Dati che sembrano però influenzati da ostacoli di tipo strutturale: 1 studente su 3 dichiara di non possedere un tablet; un altro 28% di possederlo ma di non usarlo come strumento didattico. Stupisce che solo il 38% (di una generazione iper-connessa come questa) affermi di utilizzare una tavoletta – personale o dei genitori – come supporto allo studio. Segno che la cultura non è in cima alle loro priorità. E che, in ogni caso, non riescono proprio a trovare un punto d’incontro con i loro professori.
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