Senza lavoro e 'costretti' a vivere con i genitori: ecco i giovani del 2017

rapporto istituto toniolo giovani lavoro

Il rapporto Giovani 2017 dell’Istituto Toniolo, realizzato con il sostegno di Intesa Sanpaolo e della Fondazione Cariplo, fotografa una realtà molto amara riguardo il legame tra giovani e mondo del lavoro. Il report ha 'osservato' un campione di oltre 9mila giovani tra i 18 e 32 anni e ha messo in evidenza soprattutto la mancanza di prospettive per i ragazzi, una generazione sempre più in equilibrio precario. Sotto la lente d’ingrandimento del dossier sono finiti proprio gli snodi principali del passaggio dall'adolescenza alla vita adulta: la formazione, il lavoro, l’autonomia e le scelte di vita, a partire dalla scuola. Il dato che emerge con maggiore forza, però, è la fiducia verso il mondo dell’istruzione, dal momento che oltre tre quarti degli intervistati concordano nel sostenere che la preparazione scolastica serve in primo luogo ad attrezzare la persona, accrescendone le abilità e le conoscenze (80,5%). Sei intervistati su dieci (60,5%), inoltre, si sono detti convinti che l’istruzione sia anche una risorsa utile per affrontare la vita.

Senza lavoro difficile andare a vivere da soli

Per il 70% dei giovani l'elemento che impedisce l'uscita da casa dei genitori è la mancanza di lavoro. La categoria maggiormente penalizzata è quella dei Neet, i giovani inattivi che non studiano e non hanno un impiego, per la quale lavoro e congiuntura economica sono stati ostacoli determinanti in più dell'80% dei casi (83% per il lavoro, 84,6% per la situazione economica). Ma anche la maggior parte dei giovani occupati a tempo determinato (il 79,4%) ritarda l'uscita dalla casa dei genitori (contro il 70,1% dei lavoratori a tempo indeterminato).

Primo figlio...quando?

Per moltissimi intervistati la mancanza di un lavoro fisso frena anche il progetto di mettere su famiglia. Gli ostacoli più grandi sono le difficili condizioni abitative (critiche per più del 50% degli intervistati) e soprattutto il lavoro e la situazione economica (con percentuali costantemente sopra il 60%). Anche in questo caso i più penalizzati sono ovviamente i Neet e i lavoratori con contratto a tempo determinato, con uno scarto ancor più netto (circa 15 punti percentuali) rispetto alle altre categorie (lavoratori autonomi e occupati a tempo indeterminato). Bassa fecondità e ritardo nell'uscita dalla casa dei genitori per via dei bassi salari e del precariato continuano dunque a rappresentare una criticità irrisolta del contesto giovanile italiano. Il lavoro come diritto è finito e sta esaurendosi anche come opportunità. Serve un deciso cambio di passo, prima che sia troppo tardi.
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