PISA Ocse: studenti italiani bocciati in scienze, meglio la matematica

Marcello G.
Di Marcello G.

rapporto ocse pisa 2015 scuola matematica scienze lettura

Studenti e scienze: un rapporto non sempre idilliaco. Ma non tutto è da buttare via perché, ad esempio, con la matematica le cose stanno decisamente migliorando. È noto che il sistema scolastico italiano abbia vissuto dei pessimi momenti sul fronte dell’educazione scientifica ma, rispetto a un ventennio fa, pare che ora si sia imboccata la strada giusta; una crescita più evidente, come detto, per quel che riguarda le scienze matematiche; mentre se guardiamo alle scienze pure (chimica, fisica, biologia) c’è ancora molto da lavorare. Anche se il quadro è molto articolato, seguendo tendenze che si stanno consolidando in maniera preoccupante; con un Nord nettamente più avanti del Sud e i maschi sempre in vantaggio (e non di poco) rispetto alle ragazze. Sostanzialmente è questo il succo dell’ultimo rapporto Ocse PISA, l’indagine triennale con cui l’Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico cerca di verificare le competenze degli studenti nelle macro-aree Lettura, Matematica e Scienze. Un’analisi che, come da tradizione, ha ‘interrogato’ migliaia di 15enni – a prescindere dalla classe – al fine di analizzare un momento cruciale nella vita degli adolescenti, quello in cui si iniziano a gettare le basi per il futuro.

L’estremo Oriente sbaraglia la concorrenza


Il focus dell’indagine 2012-2015 – effettuata su un campione di 11.583 studenti di 474 scuole differenti, cittadini di 72 Paesi, 35 dei quali dell’area Ocse - è stato dedicato al capitolo Scienze (l’ultima volta fu nel 2006). Perché, in fondo, è il settore che offre maggiori spunti di riflessione. In generale, dominano la classifica i Paesi dell’Estremo Oriente (come Giappone, Singapore, Cina Taipei), tutti di gran lunga al di sopra della media Ocse (piazzata a quota 493); buon piazzamento anche per Canada, Finlandia ed Estonia.

Scienze tallone d’Achille degli studenti italiani


A noi comunque interessa soprattutto il rendimento dei ragazzi italiani, che però ci lascia un po’ d’amaro in bocca. Nella preparazione scientifica, infatti, ci fermiamo a 481 punti (13 punti al di sotto della media Ocse); un risultato che ci colloca tra la 26esima e la 28esima tra i Paesi Ocse, tra la 32esima e la 36esima rispetto a tutti i Paesi coinvolti. E pensare che siamo addirittura migliorati: nel 2006 erano addirittura 23 i punti di distanza dalla media Ocse.

Divario enorme tra Nord e Sud


Ma c’è dell’altro. Perché più di un nazione sola dovremmo parlare di un’Italia divisa in due, sia dal punto di vista geografico sia in base al genere. Il divario tra Nord e Sud, assieme a quello tra i maschi e le femmine, sono forse i dati più preoccupanti. In media, tra gli studenti delle regioni settentrionali e quelli del Mezzogiorno c’è un divario di 60 punti; secondo i parametri Ocse PISA ciò corrisponde a circa un anno e mezzo di scolarizzazione; in pratica è come se al Sud si fossero ‘analizzati’ ragazzi di classi inferiori. Ma, purtroppo, non è così.

I maschi prendono il largo rispetto alle ragazze


Discorso simile, come anticipato, va fatto per le differenze maschi-femmine, perché quest’ultime sono indietro di 17 punti nelle materie scientifiche (a fronte di una media Ocse di 4 punti); un esito frutto di due movimenti opposti: da un lato i ragazzi, che sono notevolmente cresciuti; dall’altro le ragazze, che hanno visto crollare il proprio rendimento. Contribuendo a raffreddare il già tiepido entusiasmo per i miglioramenti osservati negli ultimi 10 anni.

Nei licei i risultati migliori


Infine un accenno ai risultati ‘filtrati’ per indirizzo scolastico, considerando che nel caso dei licei si viaggia sopra la media Ocse (dove però aumenta ulteriormente, fino a 33 punti, il gap tra maschi e femmine); galleggiano gli istituti tecnici; mentre istituti professionali e centri di formazione professionale trascinano giù il Paese. È quindi su questi che bisognerebbe lavorare di più.

Anche il sistema scolastico ha le sue colpe


Numeri che, però, non sono frutto del caso. Ci sono dei fattori che caratterizzano il sistema scolastico italiano che potrebbero spiegarli benissimo. Innanzitutto qui da noi, malgrado le tante ore di didattica, quelle dedicate alle scienze sono sempre poche, spesso a carico di insegnanti non formati in maniera specifica. Docenti che, in più, sono tra i meno aggiornati dell’area Ocse (in Italia solo 1 su 3 ha partecipato a corsi di formazione di recente, altrove sono circa la metà). Ma, forse, è anche colpa di troppa teoria e pochissima attività di laboratorio. E poi ci sono le assenze: è vero che i giorni di scuola sono tanti, ma è altrettanto vero che gli studenti italiani sono tra i più assenteisti.

Continua il miglioramento in matematica


Per fortuna le cose su gli altri due fronti sono medo drammatiche. È un trend stabile rispetto al 2012 - e in deciso miglioramento rispetto alle precedenti rilevazioni (24 punti in più del 2003, 28 punti in più del 2006) – quello del settore Matematica. Un punteggio, quello dei ragazzi italiani, in perfetta linea con la media Ocse (490 punti). Un’Italia che, alla fine degli anni ’90 (quando iniziarono le indagini Ocse PISA), era in condizioni pessime ma che, con gli anni, ha saputo trovare il modo di rialzare la testa. Anche qui, però, tornano le stesse note dolenti: pur osservando un miglioramento generale i maschi sono avanti in media di 20 punti rispetto alle ragazze; gli studenti del Nord sono quasi sempre sopra la media, quelli del Sud quasi sempre sotto; i liceali hanno ottenuto punteggi nettamente più alti rispetto agli alunni di tutti gli altri indirizzi; i ragazzi degli istituti tecnici e professionali si confermano, malgrado loro, fanalini di coda.

Le capacità di lettura rimangono sotto la media Ocse


Osservando, invece, l’area Lettura (comprensione dei testi e capacità di analisi) si torna sotto la media Ocse di circa 8 punti: 485 contro 493. Senza particolari variazioni rispetto alle precedenti indagini PISA. Nuovamente confermato il rapporto Nord-Sud, sbilanciato a favore del primo, così come quello tra i licei e gli altri indirizzi di studio, tutti inesorabilmente arretrati. Unica nota lieta, il differenziale tra maschi e femmine che si attesta a 16 punti, ben al di sotto della media internazionale di 27 punti. Peccato che questo risultato non sia tanto il frutto di un miglioramento generale ma di un netto calo del rendimento delle ragazze (-17 punti rispetto al 2009), cui è corrisposto un gran balzo in avanti dei maschietti (+17 punti, sempre su base 2009). Dato che spiega anche perché non ci si sia stata alcuna crescita.

Commenti
Skuola | TV
La Skuola Tv va in vacanza!

Anche la Skuola Tv prende un momento di pausa, ma non preoccuparti in autunno torneremo a farti compagnia!

4 ottobre 2017 ore 16:30

Segui la diretta