Lingue straniere, migliorano gli studenti italiani

La rete Eurydice, che studia e compara i sistemi scolastici europei, ha pubblicato in questi giorni il rapporto europeo Key Data on Teaching Languages at School in Europe, un’analisi sui principali aspetti legati all’insegnamento e all’apprendimento delle lingue in Europa. I dati coprono i 28 paesi dell’Unione europea, oltre a Bosnia-Erzegovina, Islanda, Liechtenstein, Montenegro, Norvegia ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Serbia, Svizzera, e Turchia.

Si inizia prima

Dalla pubblicazione dei dati emerge che gli alunni della scuola primaria iniziano prima ad apprendere le lingue straniere e continuano per tutta la durata della scuola dell'obbligo; il numero di studenti dell'istruzione secondaria inferiore che impara due lingue straniere è aumentato rispetto a dieci anni fa; la maggior parte dei paesi ha attuato misure per sostenere i minori migranti che hanno bisogno di imparare la lingua del paese che li ospita.
Resta invece molto basso il livello di ambizione ad apprendere una seconda lingua straniera. 

In Italia

In seguito alla legge 53/2003 che prevede l’insegnamento obbligatorio dell’inglese dal primo anno della scuola primaria, in Italia gli alunni iniziano a 6 anni. Quasi il 60% degli studenti europei - compresi gli alunni italiani - studia una seconda lingua straniera a partire dalla scuola secondaria inferiore (Scuola Media). Si tratta di un notevole aumento rispetto al 2005, anno in cui il dato era del 46,7%, che riflette un cambiamento delle politiche in numerosi paesi, inclusa l’Italia.
Al momento, molti paesi scelgono di integrare gli alunni immigrati direttamente nelle classi ordinarie (nell’anno corrispondente alla loro età), offrendo un sostegno linguistico supplementare, se necessario. L’Italia rientra in questo gruppo di paesi e prevede la piena integrazione degli alunni immigrati a scuola. 

Primato per l'Inglese

Nella maggioranza dei paesi europei l’inglese è la lingua straniera più insegnata durante l’istruzione primaria e secondaria. Quando i sistemi educativi prevedono lo studio di una lingua straniera specifica obbligatoria, si tratta, infatti, generalmente dell’inglese. Quando una lingua straniera che non sia l’inglese è obbligatoria, spesso si tratta di una lingua ufficiale di Stato, come ad esempio il francese nella Comunità tedesca e fiamminga del Belgio e a Cipro, il tedesco, inglese e francese sono tutte lingue obbligatorie in Lussemburgo, in Svizzera, oltre all’inglese, a seconda dei cantoni, sono obbligatori il tedesco, il francese, l’italiano o il romancio.

Integrazione

Quasi tutti i Paesi prevedono corsi supplementari di lingua di istruzione per alunni immigrati e più di un terzo dei sistemi educativi europei offre a questi studenti un insegnamento personalizzato. L’Italia rientra in questo gruppo di paesi; infatti, il nostro paese ha optato fin dall’inizio per la piena integrazione degli alunni immigrati a scuola che non può tuttavia prescindere dall’acquisizione di una buona conoscenza dell’italiano.
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