Vai a dormire troppo tardi? Potresti avere il “gene del gufo”

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In collaborazione con Leggo

Non riesci ad alzarti presto la mattina e, invece ami stare sveglio la notte? Niente paura, la colpa è del tuo DNA che potrebbe contenere il “gene del gufo”.
Sulla rivista scientifica Cell, infatti, è stata pubblicata la ricerca della Rockefeller University americana secondo la quale è stato individuato un difetto genetico a carico del gene CRY1.
In sintesi, il “gene del gufo” condanna chi ha questo difetto ad un ritardo di circa due ore o due ore e mezza del proprio “orologio biologico”. Alla maggior parte delle persone che hanno la caratteristica del “gufo” viene riconosciuto un vero e proprio disturbo del sonno che negli Stati Uniti è definito come “disturbo della fase del sonno ritardato”. Lo scrive Leggo.it.

Studi e ricerche


La ricerca si basa sull’ osservazione di un gruppo di volontari che sono rimasti chiusi in appartamenti senza indicazioni sull’ora del giorno e della notte. Il risultato di tale ricerca è stato che quasi tutti i volontari hanno seguito degli orari piuttosto normali, tranne la persona alla quale avevano precedentemente rilevato questo tipo di disturbo del sonno.
Attraverso altri studi, come quello condotto da Patke, si sono stabilite le cause di questa mutazione: gli scienziati hanno deciso che la variazione genetica è ereditaria, tuttavia può anche essere attribuita a cause non collegate a l’ aspetto genetico.

Come contrastare il difetto


Il “disturbo della fase del sonno ritardato” colpisce circa il 10% della popolazione ma per rimanere in salute è meglio aumentare le ore di sonno ed evitare le brutte abitudini come per esempio bere troppa caffeina, tenere vicino a sè cellulari, computer e tablet o dormire in compagnia del proprio animale domestico.

Catarella Giulia