Shakespeare: anche lui è stato piratato!

Cristina Montini
Di Cristina Montini


Programmi pirata, film diffusi su Emule senza rispetto dei diritti di autore. Un fenomeno moderno, o no? Pare che anche il nostro Guglielmo Shakespeare sia stato vittima di un pirata. Tutti conosciamo Shakespeare e le sue opere. Molti ne fanno una prima esperienza sui banchi di scuola e poi se ne innamorano perdutamente continuando a leggere estasiati i suoi lavori, altri magari ne farebbero anche a meno di studiarlo, ma nessuno può negare il genio presente nei suoi capolavori.

SONETTI: DOVEVANO RIMANERE INEDITI - Ebbene oggi sappiano che a riconoscere le straordinarie doti letterarie di William Shakespeare erano già i suoi contemporanei a tal punto da non voler permettere che alcune sue opere rimanessero inedite. A testimoniare tutto ciò è stato lo studioso Clinton Heylin che nel suo libro “So Long as Men Can Breathe: The Untold Story of Shakespeare's Sonnets” sostiene che l’illustre poeta non aveva alcuna intenzione di pubblicare i suoi sonetti e anzi, se fosse stato per lui, ora non ne esisterebbe proprio traccia sui nostri libri di scuola.

IL SEGRETO - Ma perché Shakespeare non avrebbe voluto rendere pubblici i suoi sonetti? Secondo Heylin non c’entra tanto il fatto che li considerasse non sufficientemente belli, ma piuttosto si trattava di opere profondamente autobiografiche e personali che non sarebbe stato conveniente pubblicare. D’altronde è anche comprensibile che un artista arrivi a produrre qualcosa che esprime sentimenti fortemente privati e che quindi non ritiene opportuno condividere con gli altri. Ma nel caso di Shakespeare sembra esserci qualcosa di più sotto questa storia.

PER EVITARE LO SCANDALO - Sempre secondo Heylin, infatti, questi sonetti sarebbero la conferma dell’omosessualità del poeta, una notizia che in epoca elisabettiana avrebbe indubbiamente suscitato scandalo e clamore, rendendo la vita del poeta decisamente difficile. A rivelare l’arcano sarebbe la dedica che accompagna i Sonetti: “All'unico ispiratore di questi seguenti sonetti Mr.W.H…”. Infatti, in base a quanto affermato dallo studioso, la persona in questione sarebbe un uomo William Herbert, Conte di Pembroke, presumibilmente amato da Shakespeare.

PIRATERIA CULTURALE GIA’ NEL ‘600 - In realtà la questione dell’omosessualità di Shakespeare non è mai stata chiarita fino in fondo e, comunque, neanche del fatto che le affermazioni di Clinton Heylin siano corrette ne possiamo avere una assoluta certezza. Tuttavia, di certo c’è che i versi furono pubblicati contro la volontà del loro autore. Insomma un vero e proprio atto di “pirateria culturale” forse frutto di un editore senza scrupoli pronto a trarne un sicuro profitto, ma che forse oggi dobbiamo ringraziare per averci permesso di avere qualcosa di molto prezioso.

SCUSA PER SCARICARE - Questo articolo potrebbe aiutarvi a trovare delle ottime argomentazioni quando qualche simpatico finanziere si presenterà, sempre molto simpaticamente, alla vostra porta per presentarvi il conto dei vostri download pirata. Conservate questo articolo, che vi servirà per trovare una scusa molto culturale: "Mi opero per la diffusione del patrimonio culturale di questo secolo?". Servirà questo a evitarvi la multa? Dite la vostra commentando l'articolo!

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