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Con quattro protesi 13enne torna a giocare a scherma

Ha perso le gambe e le braccia a causa di una grave malattia, ma non ha rinunciato ai suoi sogni: continua a giocare a scherma con arti artificiali, come il suo mito Pistorius.

Di: Cristina.M - 02 maggio 2010 12 commenti
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Beatrice Vio torna a giocare a scherma

Amputata a tutti e quattro gli arti, ha 13 anni e sogna le Olimpiadi. Determinazione e tenacia di Beatrice Vio, campionessa della scherma che oggi, domenica 2 maggio, tornerà in pedana per vincere ancora una volta e dimostrare a sé stessa e agli altri, che la diversità non è un ostacolo.

PERDE BRACCIA E GAMBE, MA NON LA VOGLIA DI GIOCARE - Beatrice Vio, detta “Bebe”, di Mogliano Veneto, da quando aveva sei anni girava l’Italia per seguire la sua grande passione: la scherma. Una giovanissima promessa di questa disciplina sportiva che, però, nel 2008 è stata colpita da una grave setticemia che ha costretto i medici ad amputarle, uno dopo l’altro, tutti e quattro gli arti. La rinuncia allo sport e l’abbandono dei propri sogni? No, Bebe oggi pomeriggio, a San Lazzaro di Savena, sarà di nuovo in gara per impugnare un’arma, sconfiggere i pregiudizi e conquistare la vittoria.

COME PISTORIUS - Una forza, quella di Beatrice, che viene anche dall’incontro con il giovane atleta sudafricano Oscar Pistorius, amputato ad entrambe le gambe e che ha colpito il mondo per la sua ambizione di gareggiare assieme agli atleti cosiddetti “normodotati” ed essere giudicato allo stesso livello. Un incontro che ha rafforzato la volontà di Bebe di riprendersi la sua vita e di continuare ad ottenere successi e soddisfazioni. Dopo la malattia ha ripreso a camminare, scrivere, dipingere e ad uscire in tenda con gli scout.

NON CONOSCE LIMITI -
Fondamentale anche il coinvolgimento con il centro protesi Inail di Vigorso, vicino a Bologna, che le ha permesso di poter contare su protesi speciali, inventate apposta per lei, per permetterle di impugnare un’arma e continuare a giocare a scherma. In questa gara Beatrice sarà seduta in carrozzina, ma il papà Ruggero afferma “Il suo sogno, il nostro sogno, è quello di riuscire un giorno a gareggiare in piedi. E' difficile, ma se è arrivata fino qui non è giusto metterle dei limiti”.

DIVERSITA’ E NUOVE OPPORTUNITA’ - E lei di limiti non ne vuole proprio sentir parlare visto che il suo motto, da quando ha dovuto confrontarsi con la sua nuova realtà è stato: “Datemi le gambe e vedrete”. Una vera e propria dichiarazione di guerra verso quegli ostacoli che a volte la vita ci mette davanti e che, solo con la propria forza di volontà, si riescono a superare. Un esempio di come quella che spesso viene considerata come “diversità” non è altro che uno dei tanti modi in cui ognuno di noi è speciale.

Cosa ne pensi della diversità? Scrivicelo lasciando un commento alla news.

Cristina Montini
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