Save the Beach: Capocotta è pulita

Francesca Dominici
Di Francesca Dominici


La spiaggia che si è meritata lo scettro di spiaggia più sporca d'europa, secondo gli utenti del sito www.coronasavethebeach.org, è quella romana di Capocotta, o meglio, era quella romana di Capocotta, ora CAPOCOTTA E' PULITA! Questo grazie all'intervento dei tanti volontari che lo scorso 23 luglio sono accorsi al Corona Save the Beach e hanno dato il loro contributo per pulire la spiaggia. Centinaia di rifiuti di ogni tipo e genere sono stati recuperati e ora al mondo è stata restituita questa spiaggia, il cui valore naturale è inestimabile: ospita uno dei tratti dunali meglio conservati del nostro paese, tanto da far parte dal 1996 della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano e da essere dichiarata Sito di interesse comunitario.

INTERVISTA A MARTIN ORBEA- Abbiamo intervistato Martin Orbea, il portavoce dell'evento Corona Save the Beach:

1. Cosa ne pensa di questo evento?
E' stata un'esperienza gratificante. Dal mio punto di vista e dalla prospettiva che questo progetto era nato sei mesi fa, e adesso e adesso ha ottenuto il suo primo obiettivo, pulire la nostra prima spiaggia. dopo tutto il progetto si appoggia su un radunarsi di persone che amano la spiaggia per aumentarne la consapevolezza e alla fine aiutatere a pulire una spiaggia attorno all'Europa, una all'anno, come è stato votato dalle persone, per le persone.

2. E' felice dei risultati ottenuti nella spiaggia di Capocotta?
Il pubblico ha scelto la spiaggia, Corona Extra vi interviene e aiuta i lavori di pulizia; noi contiamo sul pubblico per mantenere la bellezza della spiaggia. io sono impressionato dall'atteggiamento degli Italiani, che erano così proattivi, nel modo in cui essi partecipavano. io sono felice, ma non completamente soddisfatto, in quanto noi possiamo fare molto di più. E' la responsabilità di ciascuno che questa immondizia non finisca ancora per sporcare la spiaggia di Capocotta, questo è solo il primo passo.

3. Si aspettava che la Spiaggia di Capocotta fosse così spoorca?
Gli oggetti in plastica e in legno hanno richiamato la mia attenzione, ma il problema dell'immondizia sulle spiagge è il vero problema. Ogni anno, 4000 chili di rifiuti (plastiche, mozziconi di sigarette, fertilizzanti…) possono essere trovati in ogni chilometro quadrato delle spiagge europee. circa l'80% dell'immondizia trovata sulla spiaggia proviene dalla terra ferma. e ogni anno circa 14 miliardi di sterline di pneumatici, cartone, bicchieri di plastica, bottiglie, lattine e altra robaccia sono gettati dentro l'oceano, tutto questo finisce in alcuni punti delle nostre coste.

4. Si aspettava il coinvolgimento di così tanti giovani alla pulizia della spiaggia?
alla fine, tutti giovani o vecchi vogliono vedere la spiaggia come un bellissimo paradiso, noi tutti cerchiamo questo e tutti abbiamo la capacità di aiutare. C'erano persone di tutte le età, questo è stato un evento intergenerazionale.
Vorrei ricordare alle persone che il nostro sito è attivo per ricevere segnalazioni di spiagge sporche intorno all'Italia da far votare e salvare l'anno prossimo. Le persone devono solo registrarsi su www.coronasavethebeach.org, c'è una versione italiana del sito.

SURFRIDER FOUNDATION EUROPE DALLA PARTE DELLE SPIAGGE- Altro grande protagonista dell'evento è la Surfrider Foundation Europe da sempre impegnata nella protezione e gestione sostenibile delle coste, la Surfrider è un'organizzazione "no-profit" dedita alla difesa delle aree costiere sia marine che dei laghi e dei fiumi. L'organizzazione è stata fondata nel non lontano 1990 da un gruppo di surfisti ed oggi, a soli pochi anni dalla sua nascita, annovera già 1000 volontari e 5000 membri con 40 sedi in Europa.

INTERVISTA AD AUDREY GASTON: Abbiamo intervistato per voi Audrey Gaston Europe development manager della Surfrider Foundation Europe (clicca qui per l'audio). Abbiamo chiesto a Audrey di parlarci della sua sua organizzazione, lei ci ha risposto che la Surfrider Foundation Europe è stata fondata circa venti anni fa in California, originariamente era stata creata da dei surfisti americani, che volevano sensibilizzare all'ambiente sia le persone più giovani che il pubblico in generale. Quando abbiamo chiesto ad Audrey cosa pensava della giornata, ci ha risposto che era stato un buon giorno per pulire la spiaggia, e che erano stati rimossi molti detriti dalle dune, circa 30 persone sono andate nelle dune e in un'ora hanno collezionato molta sporcizia, più di quanto se ne raccoglie in media. Questa iniziativa, ha continuato Audrey, verrà ripetuta ogni anno: ognuno andando sul sito www.initiativesoceanes.org, può proporre la sua spiaggia da pulire e creare un evento personale di pulizia sulla spiaggia, in cambio gli sarà fornito un kit, con guanti, borse e tutto il necessario alla pulizia...

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