L'Europa val bene...un dito!


L’Europa può valere un dito, anche a vent’anni. Nicola Pozzi ha fatto la sua scelta. Dopo un paio di giorni di dubbi e riflessioni l’attaccante dell’Empoli ha deciso: al diavolo quel dito da operare, il richiamo del campo ha vinto sulla necessità di recuperare la funzionalità dell’anulare destro. Una decisione che ha sorpreso un po’ tutti, anche perché il giocatore fino a mercoledì sera aveva fatto capire che avrebbe accettato l’intervento chirurgico, peraltro già fissato per oggi pomeriggio in una clinica specializzata di Modena. E invece il colpo di scena, che per chi lo conosce bene era nell’aria.
Lui ci scherza su: “C’è chi ha le cicatrici, io avrò questo dito che non si piega e non si muove. Meno male che scrivo con la sinistra. Non è piacevole, ma ho valutato i pro e i contro. Vorrà dire che ai nipotini che mi chiederanno il perché di questa anomalia alla mano racconterò di quella mia stagione a Empoli”. Una stagione che lui spera di terminare da protagonista: “C’è di mezzo l’Europa con entrambe le mie maglie azzurre. Quella dell’Empoli a caccia di qualcosa di più di una salvezza, e magari anche quella dell’Under 21 per i campionati Europei”. Ma la decisione di Pozzi (che avrebbe rischiato uno stop si almeno sei settimane) nasce anche dal precedente infortunio che ha subito quando era al Napoli: “In quel caso era un’altra cosa, molto più grave, mi partì il collaterale al ginocchio. Non c’è neanche paragone. Però so bene quanto ho sofferto e faticato per uscire da quel lungo stop e adesso non mi voglio fermare. La mia vita è questa, è il calcio, è giocare. Chiuso il discorso”.
E così Gigi Cagni, che già stava pensando a rilanciare Matteini come seconda punta, e ai giovani Coralli ed Eder, non perderà il suo baby-bomber: “La decisione la poteva prendere solo lui e sono convinto che questa decisione lo farà maturare molto. Era a un bivio e ha deciso. Adesso non deve più pensarci, deve guardare avanti senza pentimenti”. Il tecnico non lo aveva voluto influenzare: “Non mi sono permesso di dirglielo quando è venuto da me a chiedere un consiglio, però adesso posso dire sinceramente che anche io non mi sarei fatto operare. E’ questione di carattere. Questa sua decisione è veramente personale, anche perché con 42 punti e la salvezza in tasca nessuno lo ha pressato”.

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