Morire a 16 anni per ecstasy


Una festa in spiaggia ieri al Lido di Venezia si è trasformata in tragedia per una sedicenne di Rovigo, morta ieri sera dopo una giornata di coma. La ragazza aveva assunto Mdma, quattro innocue lettere dietro le quali si nasconde il micidiale principio attivo dell'ecstasy. La giovane studentessa l'avrebbe assunto puro, presumibilmente insieme ad alcolici, in compagnia di due coetanee, mentre assisteva ai fuochi d'artificio della Festa del Redentore.

INCUBO - Quella che doveva essere una notte di spensieratezza - in ossequio ad un rito che da decenni in laguna prevede che il sabato notte, dopo le luci artificiali sparate nel cielo per il Redentore, si attenda sulla battigia l'arrivo dell'alba per un bagno in mare collettivo - è diventato un incubo per tre ragazze, una delle quali è spirata all'ospedale di Dolo. Già al suo arrivo le sue condizioni venivano date per disperate dai sanitari. Dopo aver pianto per ore, distrutti, davanti alla camera del reparto di rianimazione del nosocomio nel quale era ricoverata la figlia, in attesa di una parola di speranza da parte dei sanitari, alla notizia della sua morte i genitori della sedicenne si sono subito allontanati dall'ospedale. Il padre, impiegato, si e' limitato a dire ai giornalisti: "non ho voglia di parlare, cercate di capire, siamo distrutti".

RAVE CLANDESTINO - Difficile pensare che solo la casualità abbia fatto confluire tanti giovani pronti a divertirsi ad ogni costo in un angolo così isolato della spiaggia del Lido. Sulla personalità delle tre ragazze gli investigatori mantengono il più stretto riserbo: sembrano siano giovani senza particolari problemi, studentesse di istituto superiore, forse in vacanza balneare con le famiglie a Sottomarina. Di sicuro, dicono gli agenti, le due ragazze non si sono rese conto delle condizioni disperate in cui versava l'amica. Su chi abbia fornito alle tre la droga esiste solo una indicazione sommaria: e' un ragazzo che le tre non conoscevano. Dopo aver acquistato l'ecstasy e averlo mescolato ad una bibita, le giovani si sono divise, frequentando compagnie diverse. Sarebbe stato uno dei partecipanti alla festa a notare che la giovane rodigina stava male e a dare l'allarme.

TRISTEZZA - Come sempre, di fronte a queste notizie, non possiamo che essere tristi. Perché una giovane vita, con un avvenire di fronte a sé, si è spezzata. E nel peggiore dei modi, alla ricerca di un divertimento effimero, di una serata.
L'estate è ormai arrivata, piena di occasioni di divertimento. E' giusto viverle, perché siamo giovani, ma dobbiamo anche ricordarci che nella vita non tutte le favole sono a lieto fine: di ecstasy si può anche morire. Certo è una casualità, un evento raro, ma che potrebbe toccare a chiunque, inaspettatamente, come alla ragazza di Venezia.

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7 dicembre 2016 ore 16:30

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