Modelle anoressiche? No grazie!


Finalmente il mondo della moda comincia a porre un freno ad una "usanza" finora molto diffusa, ovvero l'impiego di modelle con peso non superiore ai 45 grammi. Il primo passo è stato compiuto in occasione delle recenti sfilate di Milano: le modelle con meno di 16 anni non possono sfilare e inoltre il non devono avere un indice di massa corporea inferiore a 18; le ragazze dovranno pure presentare un certificato medico che attesti la loro idoneità psicofisica e dovranno partecipare a corsi di alimentazione (sono state segnalate un gruppo di modelle ancora con indosso gli abiti degli stilisti mentre facevano la fila da McDonald's ndr..[ ovviamente notizia tra parentesi tonda è palesemente falsa!ndr. 2]).
Il perché di tutto questo è da ricercarsi nella influenza che il mondo della moda può avere nella definizione dei canoni di bellezza comuni. Finché si tratta di vestiti, non c'è problema se non quello della decenza. Ma quando per le sfilate si impiegano solo e soltanto modelle che assomigliano a manici di scopa firmati Dolce e Gabbana, si può creare un pericoloso inganno: le giovani ragazze possono identificare in quello il canone di bellezza da inseguire. Come dicevano i nostri cari progenitori, "De gustibus non disputandum est", ma se alla ricerca della bellezza si incorre in una patologia quale l'anoressia, qualcuno ai piani alti, che comanda questi giochi, deve porre un freno. Delle tante ragazze che soffrono questo problema nessuno o quasi parla, ma quando a morire è una modella, tutti si ricordano del problema, come è accaduto di recente, quando è decedua una modella brasiliana di soli 21 anni, ossessionata dalla ricerca della magrezza.
Quanto fatto in occasione delle sfilate di Milano è molto importante e segue un'iniziativa analoga intrapresa in Spagna. Non ci si illude di certo che sia la soluzione definitiva al problema anoressia, che ha molteplici cause, ma sicuramente questi provvedimenti possono aiutare a ridurre l'incidenza del fenomeno.
Allo stato attuale, secondo un sondaggio, circa la metà delle donne di età compresa tra i 18 e i 25 anni ha seguito una dieta. L’indagine conferma “la permeabilità delle donne italiane alle immagini e ai discorsi mediatici” con “il diffuso desiderio di migliorare il proprio aspetto fisico” perché “”sono corpi di donne giovani quelli esibiti e proposti in modo compulsivo sui media ed in particolare in televisione e sono evidentemente proprio le ragazze, nella fase in cui si conclude il proprio percorso di maturazione ad essere piu’ vulnerabili”.
Quindi c'è ancora molto da fare per far comprendere che magrezza non voglia dire bellezza. Chi scrive è fermamente convinto che in una ragazza la prima cosa che si debba guardare non è la taglia dei vestiti, ma bensì è l'insieme, è la persona. Ciò non vuol dire che il corpo e l'aspetto non debbano essere curati, ma questo non deve avvenire a scapito di tutte le altre caratteristiche proprio della persona, salute in primis.
E voi che ne pensate? Dieta a vita oppure pensate che ogni tanto qualche eccezione possa essere fatta? Esprimete il vostro commento.

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