Manaudou: in Italia per amore


La notizia diventerà ufficiale solo nei prossimi giorni e rappresenta una bomba nel mondo del nuoto: la stella francese Laure Manaudou, 20 anni, pluricampionessa olimpica e iridata, sicuramente la più famosa nuotatrice del mondo, ha chiuso anzitempo con il suo club di Canet en Roussillon e firmato per 6 anni con la LaPresse di Torino, società per la quale è tesserato anche il suo fidanzato Luca Marin. Un colpo di portata mondiale per il nuoto italiano, per Torino e per la LaPresse di Marco Durante, il munifico e vulcanico presidente che viene dal mondo delle piscine (fu ottimo tecnico della Libertas Torino) e sta portando nell’ambiente una ventata di idee nuove e quasi rivoluzionarie. Come l’arrivo della Manaudou.

Tutto è nato dall’amore sbocciato tra la campionessa francese e il mistista azzurro la scorsa estate agli Europei di Budapest. Luca Marin aveva appena firmato per 6 anni con la LaPresse, mentre la Manaudou si stava dimostrando sempre più insofferente e ribelle nei confronti di Philippe Lucas, il suo rude e autoritario tecnico nel club di Canet. Si era parlato spesso di divorzio fra l’étoile del nuoto mondiale e Lucas, ma la Manaudou - campionessa da 6 milioni di euro all’anno fra ingaggi e sponsor - aveva comunque un contratto col club transalpino fino ai Giochi 2008. Galeotta è stata invece la storia d’amore con Marin. I due, ricercatissimi dai media per le loro tenere effusioni a bordo piscina, hanno cominciato a sobbarcarsi lunghe trasferte per potersi vedere, spesso a scapito della regolarità degli allenamenti. Laure fin dall’inizio ha manifestato il suo grande apprezzamento per l’Italia, Torino, la LaPresse e il presidente Durante. E naturalmente anche Marin sarebbe stato ben felice di avere vicino la sua innamorata.

Ma l’arrivo della Manaudou in Italia avrebbe avuto non pochi ostacoli. Lei ha infatti i suoi sponsor, inoltre - per i regolamenti federali italiani, fra i più restrittivi del mondo - avrebbe potuto gareggiare con un’eventuale nostra società solo ai meeting ma non agli Assoluti, ai Tricolori a squadre e tantomeno con la Nazionale azzurra. Come se il Milan prendesse Ronaldinho e poi non potesse schierarlo nè in campionato nè in Champions. Eppure l’immaginifico presidente Durante non si è dato per vinto. Preso atto dei desideri della Manaudou e dei suoi dissapori con Lucas, ha proposto l’affare al presidente del Canet ed è scattato il business: Laure Manaudou resta tesserata per il Canet, ma in Italia sarà legata per 6 anni alla LaPresse, si porterà con sè i propri sponsor, sarà l’atleta immagine della società di Durante e si allenerà a Torino. Il costo per la LaPresse è tutto sommato contenuto, sui 400 mila euro a stagione, il ritorno invece potrebbe essere ben più sostanzioso. E grazie anche alla Manaudou, Durante spera di ottenere dal Comune di Torino la gestione del nuovo Palanuoto, che potrebbe subito chiamarsi col nome di un grande sponsor. Ma non basta: se Manaudou e Marin dovessero sposarsi - ipotesi tutt’altro che remota - allora la campionessa transalpina potrebbe in tempi ragionevoli anche scegliere di gareggiare per la Nazionale azzurra e non più per la Francia. Il che certo non dispiacerebbe alla nostra Federazione.

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