Anche i vittoriani scrivevano sms

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Abbreviazioni sms

“tv1kdb”, “xkè nn risp?”… geroglifici contemporanei comunemente usati dai giovani o mostri che deturpano la lingua italiana e fanno rivoltare nella tomba pure Dante? Eppure l’abitudine di contrarre le parole e inventarsi improbabili abbreviazioni non è una prerogativa dell’uomo tecnologico: già nell’età vittoriana si utilizzava la grammatica da sms.

ANCHE I VITTORIANI UTILIZZAVANO IL LINGUAGGIO DEGLI SMS - A rivelare che la moda di scrivere “tvb” o “xkè” da parte di molti ragazzi non è segno del degrado della lingua italiana, ma la semplice manifestazione dell’evoluzione dei tempi, è una mostra che sarà aperta al pubblico a partire dal 12 novembre prossimo dal titolo “Evolving English: One Language, Many Voices” organizzata dagli esperti della British Library.

EVOLUZIONE O IGNORANZA? - La mostra esporrà libri, manoscritti e pagine che documentano l’evoluzione della lingua inglese e dimostrano che sin dall’età vittoriana esistevano schiere di puristi-conservatori che tentavano di difenderE la lingua dagli attacchi dei “progressisti”, ma proprio come accade oggi, senza troppo successo.

TRATTINI AL POSTO DI PUNTI E VIRGOLE - Se Jonathan Swift nel 1712 affermava che la lingua inglese fosse un “caos” e che addirittura lo Stato sarebbe dovuto intervenire per incaricare un gruppo di saggi che la “aggiustassero” (così si legge in una copia di “Proposal for Correcting, Improving and Ascertaining the English Tongue”), dall’altra parte si è scoperto che Jane Austen in “Persuasion” non utilizzava a classica punteggiatura per separare le subordinate, ma semplicemente dei trattini.

I WROTE 2UB4 - E si scopre che in fondo oggi non ci siamo inventati niente di nuovo. ''I wrote 2 U B 4” (per chi non fosse avvezzo al linguaggio da sms significa “I wrote to you before”, ti ho scritto prima) non è una diavoleria moderna concepita per far stare tutto un discorso nei 160 caratteri messi a disposizione dal telefonino; questa espressione veniva utilizzata già ben oltre un secolo fa tra artisti, scrittori, ma anche gente comune dell’epoca vittoriana.

flash dictionary
DIZIONARIO DELLE ABBREVIAZIONI - Poeti come Charles C Bombaugh usavano, per scherzo o per comodità, abbreviare parole e frasi, e tutto è testimoniato da questa mostra che esporrà, tra l’altro, anche il “Flash dictionary” contenente slang e frasi abbreviate in voga all’epoca della Austen.


QUANDO E' TROPPO... - Ma come già dicevano i latini “in medio stat virtus”. Non ci scandalizziamo se sul forum o in chat vediamo qualche “k” di troppo (anche se in molti pare che questo fenomeno crei reazione allergiche!) e scagli la prima pietra chi non ha mai digitato in vita sua un “tvb”. Tuttavia abusare delle abbreviazioni qualche scatto di nervi lo può provocare. Ricordiamoci, quindi, che utilizziamo una lingua meravigliosa, evitiamo di “torturarla”; ma soprattutto, teniamo bene in mente che spendere qualche minuto in più per scrivere una parola per intero di sicuro ci da la certezza di essere capiti e, magari, di ricevere una risposta.

Cosa ne pensi del linguaggio degli sms? Di la tua lasciando un commento.

Cristina Montini

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