Interrail? Addio...


Ormai ci stiamo tristemente abituando ad un aumento indiscriminato di qualsiasi prezzo. E così cade anche un altro tabù: l'Interrail, il biglietto che ha portato a spasso per l'Europa generazioni di ragazzi, cambia regole e lo fa in peggio. Il suo successo nasceva dai prezzi stracciati e dal "kilometraccio" illimitato: con in mano un solo biglietto si poteva passare da un treno all'altro, spostarsi da stato a stato, bastava uno zaino in spalla, un buon libro e un amico. L'Interrail è così diventato negli anni il "viaggio dei viaggi", spesso quello da fare subito dopo l'esame di maturità, il viaggio vero di chi parte senza tanti pensieri, senza troppe mete già stabilite.

Fino allo scorso anno tutti i giovani di età inferiore ai 26 anni potevano permettersi di viaggiare con soli 399 euro in tutta Europa per un mese intero oppure con 289 euro in due zone per 22 giorni. Dal 1 Aprile di quest'anno, invece, sono cambiate le regole: è stata introdotta la prima classe, sono sparite le zone e i prezzi sono stati aumentati, tranne per l'Interrail globale che rimane a 399 euro.

Scendendo in dettaglio, ci sono quattro nuove tipologie:
- "Interrail one country" con biglietto flessibile o continuo
- "Interrail global", anche questo con biglietto flessibile o continuo

Il continuo permette di viaggiare in un solo Paese, mentre il flessibile limita gli spostamenti da tre a otto giorni. Qualche esempio: tre giorni di treno in Norvegia vengono 125 euro, ma otto costano quasi 200 euro.

Insomma: meno ti sposti, meno paghi. Tutto il contrario della filosofia "Traveller, not turist". C'era da aspettarselo il coro di critiche, che ha invaso chat e forum e giustamente i giovani hanno già trovato l'alternativa: "Prenderò un aereo low cost e poi mi rassegnerò a spostarmi da un posto all'altro in autobus ".

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