Internet & videogames: rischio dipendenza

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Il mondo virtuale sta catturando sempre più persone, giovani e meno giovani, maschi e femmine. Se prima internet e i videgiochi erano un affare per smanettoni, oggi sono il pane quotidiano per (quasi) tutti, ma attenzione a non esagerare: la dipendenza dai giochi multimediali e da Facebook & co. è in agguato!

GILS LIFE: IL VIDEOGIOCO SI FA ROSA - Sta conquistando il pubblico femminile di età compresa tra i 9 e i 15 anni ed ovviamente è arrivato anche in Italia: è Girls Life, il videogioco tutto fashion & style dedicato esclusivamente a chi ama la moda e si diverte ad imitare il look delle grandi star. La prima versione di questo gioco, “Glamour look”, permette alle giovanissime di caricare la propria immagine e acconciarsi, truccarsi e vestirsi proprio come le icone fashion dello spettacolo; si può essere un po’ Britney Spears, un po’ Madonna, o è possibile farsi consigliare direttamente dal software qualche trucchetto che valorizzi la propria immagine. In Girls Life versione “Crea la tua moda”, invece, si diventa stiliste, si può creare il proprio atelier, realizzare collezioni e sfilate e addirittura aprire una propria boutique. C’è di più: grazie alla connessione wireless si ha anche la possibilità di condividere con le amiche le proprie idee creative, scambiarsi suggerimenti o fare shopping in un centro commerciale virtuale.

QUANDO E’ TROPPO… - E se grazie a questa trovata viene conquistata una larga fetta di ragazze e ragazzine che, tradizionalmente sono (o per lo meno, erano) le meno interessate al mondo dei videogames, viene anche da pensare: “Ma non si rischia di esagerare?”. E il problema non è di certo nuovo e di sicuro non nasce con questo videogioco. Basti pensare che in Inghilterra è addirittura nata recentemente la prima clinica per videogioco-dipendenti, per coloro, per intendersi, che non riescono proprio a staccare mani ed occhi dalla consolle, che non si danno pace se non riescono ad arrivare al livello successivo e, una volta arrivati, non si accontentano mai. Per risolvere questa forma di dipendenza, i pazienti vengono coinvolti in terapie di gruppo, visione di filmati specifici e vengono fatti partecipare ad attività ricreative alternative ai videogame.

SOS WEB-DIPENDENTI - Ma anche l’Italia si sta attrezzando per salvaguardare la salute degli smanettoni patologici, concentrandosi, però, sulla dipendenza da internet, nello specifico quella che si sviluppa per un eccessivo attaccamento ai Social Network, al gioco d’azzardo on-line, alle chat, ai siti pornografici e allo shopping on-line. E così è nato a Roma, presso il Policlinico Gemelli, il primo ambulatorio per la cura dell’Internet Addiction Disorder o, da alcuni, chiamato anche “tecnostress”. E non si parla neanche di casi poi così rari. Secondo i dati forniti da Federico Tonioni, coordinatore dell’ambulatorio romano, sarebbero “almeno due iscritti a Facebook su 10 ad esserne affetti, e quattro persone su 10 sarebbero a rischio. I sintomi di questa forma di assuefazione pericolosa al mondo virtuale consistono in ansia, panico, depressione, disturbi del sonno, problemi cardiaci e per risolvere le crisi di astinenza l’ambulatorio del Gemelli ha elaborato una terapia in tre fasi: un primo colloquio di presentazione seguito poi da vari incontri per inquadrare meglio il problema e, dunque, il graduale inserimento in gruppi di riabilitazione.

VADE RETRO INTERNET! - Insomma, se fino a qualche anno fa ci si preoccupava sostanzialmente dell’uso e dell’abuso di alcol e droga, ora a dare pensieri sembra essere anche internet. Tuttavia non ci pare neanche giusto demonizzare il web o far apparire i videogiochi come un passatempo rischioso. Sarebbe troppo semplice e senz’altro scorretto ricondurre queste nuove forme di dipendenza come la conseguenza di una tecnologia spietata e pericolosa. Ciò che è sbagliato non è tanto lo sviluppo della rete telematica o dei giochi virtuali, quanto piuttosto l’uso eccessivo che se ne fa. Il vero problema, quindi, è quello di riuscire a capire quali sono i limiti, solo così si può continuare a trarre piacere da una passione e continuare a vedere il gioco come tale.

Quando tempo dedicate al giorno a chat, msn o facebook? E vi siete mai resi conto di aver esagerato con internet o con i videogame? Raccontatecelo commentando la news.

Cristina Montini

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