20 parole, il vocabolario dei giovani

Francesca Dominici
Di Francesca Dominici


I giovani di oggi riescono a comunicare con pochissime parole, una ricerca inglese ha analizzato il linguaggio dei teenager sul web e ha dedotto che dei quarantamila termini del vocabolario i ragazzi né usano solo ottocento per scambiarsi messaggi con il telefonino o su internet con i loro coetanei.

I GIOVANI INGLESI SONO DI "POCHE PAROLE" - Le parole usate dai giovani per comunicare con i loro coetanei, sarebbero circa venti; almeno questo è quello che sostiene Tony McEnery, un professore di Linguistica presso la Lancaster University. La ricerca ha subito allarmato Jean Gross,
consulente del governo britannico per le politiche sulla comunicazione giovanile; la Gross, infatti, teme che una tale comunicazione possa diventare, in futuro, un ostacolo invalicabile: i ragazzi parlano sempre di più tramite strumenti elettronici e quindi con messaggi brevi e diretti veicolati dalla nuove tecnologie. Secondo il ministro usare un numero ristretto di parole impedirà ai giovani di avere successo sia nel mondo del lavoro che nella vita.

LE PAROLE PIÙ' USATE DAGLI INGLESI - tra le venti parole usate dai teenager inglesi, molti sono termini banali come "yeeah" (sì), "but" (ma) e "no", o altri vocaboli di difficile interpretazione, come ad esempio "chenzed", che ha il duplice significato di "stanco" o "ubriaco". Tra le parole più consuete non potevano mancare anche le tanto famose abbreviazioni.


"BELLA", NON UN COMPLIMENTO, MA UN SALUTO! -
In una ricerca simile sui ragazzi italiani risulterebbe che anche le parole usate dai giovani del Belpaese sono ricche di abbreviazioni ed ecco spuntare una "X" al posto del "per", "xke" al posto di "perché", "tvb" per dire "ti voglio bene" e accanto alle abbreviazioni nascono delle nuove forme di saluto come "bella" al posto del più noto "ciao"; ma ancora fioriscono nuovi termini per sostituire parole di uso comune e prendere le distanze con un vecchio archetipo di comunicazione. Nuovi termini che creano un nuovo linguaggio comprensibile solo ad un gruppo ristretto di persone: come "accollarsi" a significare il "mettersi in mezzo" o "dare fastidio" o anche "pisciare" per dire "lasciar perdere"...

CAMPAGNA PER ARRICCHIRE IL LINGUAGGIO - alla luce di questa ricerca il governo inglese lancerà per il prossimo anno una campagna nazionale che mira ad arricchire il linguaggio dei teenager. Di contro c'è chi sembra meno preoccupato da questa tendenza giovanile a creare una nuova comunicazione e riconduce i "gerghi dei ragazzi" al solo gap generazionale.

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