Hai un nome stravagante? Pericolo bocciatura

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Quale studente non si è mai lamentato per un professore che sembra avercela con lui? E quanto è difficile instaurare un buon rapporto con i propri insegnanti! Se rientrate tra quelli che vorrebbero conoscere tutti i segreti per essere il “cocco” (o quasi) del professore, allora leggete qui: una recente ricerca inglese afferma che le simpatie si basano anche sul nome che uno porta!

DIMMI CHE NOME HAI, TI DIRO’ CHE VOTO MERITI - Sicuramente studiare ed essere attenti durante le lezioni è un’arma vincente per stabilire sin da subito un buon rapporto con i vostri professori, ma stando ai risultati di una indagine condotta in Germania, a fare la differenza sarebbe anche il nome che i nostri genitori ci hanno assegnato. La ricerca ha riguardato 2000 insegnati tedeschi delle scuole elementari ed è stato chiesto loro di esprimere un giudizio, in forma anonima, su alcuni nomi. Il risultato emerso è stato che, la maggior parte di loro, ha dimostrato di avere dei pregiudizi sul rendimento scolastico di chi aveva un nome troppo “originale”.

KEVIN vs MARIA - Ad essere, in un certo senso, discriminati, sarebbero infatti i ragazzi che si chiamano come i personaggi appartenenti al modo dello spettacolo o che sono stati battezzati con nomi alternativi e stravaganti. Angelina, Kevin, Justin verrebbero inconsciamente bollati dagli insegnanti come scansafatiche e le aspettative nei loro confronti sarebbero molto basse. Al contrario, Jakob, Lucas, Simon, Alexander, Charlotte, Marie, nomi molti comuni in Germania, hanno incontrato le simpatie degli insegnanti dimostrando una maggiore apertura e disponibilità nei confronti di studenti con questi nomi.

PREGIUDIZI INGIUSTIFICATI - Ma qual è il motivo che giustifica questo comportamento discriminatorio? Secondo gli esperti che hanno condotto la ricerca, la ragione di fondo va rintracciata nel fatto che, di solito, sono le famiglie meno abbienti o con un grado di istruzione piuttosto basso a scegliere nomi tratti dal mondo dello spettacolo e, di conseguenza, inconsciamente l’insegnante si aspetta che il ragazzo non riceva adeguata attenzione e stimoli dalla propria famiglia per riuscire ad andare bene a scuola.

TUTTA QUESTIONE DI FIDUCIA - Purtroppo, questo errato modo di pensare, non fa che avverare la “profezia” del prof: se l’insegnante non crede nelle potenzialità dell’alunno, a quest’ultimo mancherà lo stimolo necessario per dimostrare quanto egli valga davvero. Dare fiducia agli altri, infatti, è un ottimo modo per incoraggiarli a fare bene e a dare il meglio di sé stessi.

DON’T WORRY! - State ragionando ora su quanto sia classico il vostro nome? Non pensateci troppo però, perché questo studio, ovviamente, va preso con le pinze. Anche ammettendo che nella mente dei vostri professori ci siano pregiudizi di questo tipo, sarà comunque il vostro impegno nello studio a far cambiare idea e a convincere, pure il più titubante, di quanto siete bravi. E se anche sentite di non ricevere quello stimolo e fiducia che vi darebbero una carica in più, non nascondetevi dietro falsi vittimismi: continuare a studiare e vedrete che, prima o poi, dovranno riconoscere i vostri sforzi!

Ma diteci la verità: vi siete mai sentiti discriminati da un professore per il vostro nome o per qualche altra vostra qualità? Raccontatecelo lasciando un commento!

Commenti
Skuola | TV
Skuola Tv

Sesso sicuro, come proteggersi? Tutte le risposte nella prossima puntata della Skuola | Tv!

7 dicembre 2016 ore 16:30

Segui la diretta