Studiare non serve a niente

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Cosa vorresti fare da grande? Vorrei, vorrei… vorrei studiare per diventare velina! Vorrei prepararmi bene per passare le selezioni del Grande Fratello! Ah, ma tranquilli, per questo non serve mica studiare, anzi, troppa cultura fa male!


PERCHÉ’ STUDIARE TANTO? – Sono in moltissimi a sognare una carriera artistica nel mondo dello spettacolo e in tanti sono pronti a tutto pur di realizzare le proprie aspirazioni. Ma perché passare anni ed anni a studiare in accademia per prepararsi rischiando, poi, di non veder riconosciuto il proprio talento? C’è una strada molto più veloce ed immediata per avere successo: basta partecipare al Grande Fratello e il gioco è fatto. Non siete d’accordo? Ma come?! Migliaia di partecipanti alle selezioni ne erano convinti! Eppure, guardate un po’ cosa è successo:

STORIA E ATTUALIA’, CHE CONFUSIONE! – I provini degli aspiranti concorrenti della 10° edizione del GF lasciano letteralmente senza parole. Elevare a “personaggi storici” protagonisti contemporanei dello sport o dello spettacolo come Maldini, Terence Hill e Bad Spencer o ignorare chi sia il nostro Presidente della Repubblica (è Napolitano, per la cronaca) e addirittura confonderlo con la figura del Presidente del Consiglio non dimostra solo una scarsa cultura generale. Molte persone, infatti, ignorano la gravità di avere uno scarso livello culturale e, così, il non interesse verso la conoscenza rischia di tramandarsi di padre in figlio.

RIPETENTI IN ITALIANO E INGLESE – La settimana scorsa vi avevamo parlato delle profonde lacune che molti ragazzi hanno nella lingua italiana, ma onestamente non credevamo che fossero così tanto gravi: dai “viaggi incontinentali” al “commercialismo”, dall’ignorare il significato di “motto” al “Barrista” con due erre, altroché lacune! Ma anche la conoscenza delle lingue straniere si becca una insufficienza grave, perché da chi sostiene di praticare il “body bidink” (se avesse dedicato più tempo ad allenare i neuroni anziché il corpo forse si sarebbe risparmiato questa magra figura) si passa a chi è convinto che lo spelling del nome della capitale britannica sia “L’-O-N-D-H-O-N” (notate che l’apostrofo rimane anche nell’italiano l’Ondra!).

GF & CO. – Pensare che questi personaggi non siano stati presi per la trasmissione non è poi di grande consolazione dato che, spesso, coloro che vengono scelti per entrare nella “Casa” non si allontanano molto da questo “target” (basta vedere una puntata di “Mai dire Grande Fratello” per rendersene conto). E se si pensa poi al successo che riscontrano molti personaggi che ostentano una certa ignoranza o goffaggine (vedi i video di Laura) o allo share raggiunto da alcuni programmi televisivi che di culturale hanno ben poco, allora c’è da chiedersi: ma se per avere successo basta far ridere o avere un bel fisico, a cosa serve la cultura?

STUDIARE E’ FATICA SPRECATA? – Il problema è che un profondo scetticismo e disincanto verso l’importanza che ha lo studio nella nostra società si sta diffondendo un po’ in tutti i settori. Da una recente indagine del Censis l’80% dei ragazzi che hanno tra i 15 e i 18 anni si chiedono “Che senso ha andare a scuola o frequentare corsi di formazione professionale?” Più del 90% dei giovani che hanno terminato la scuola superiore ritiene, inoltre, che chi ha un titolo di studio elevato si deve comunque accontentare di un lavoro sottopagato e che, in ogni caso, avere delle conoscenze sia la vera agevolazione per trovare un lavoro. Se poi si chiede a chi un lavoro ce l’ha già, il 63,9% risponde che ciò che ha studiato a scuola non gli è utile per il proprio lavoro.


CERCASI DISPERATAMENTE “MERITO” IN ITALIA – Sia che siano laureati sia che non abbiano conquistato la corona d’alloro, la maggior parte dei ragazzi pensa che, nel nostro Paese, una valida preparazione non sia la chiave vincente per trovare un buon lavoro. E così, o si va all’estero o ci si accontenta di quello che si trova qui, anche se al di sotto delle proprie potenzialità oppure ci si ingegna come si può e si fa della propria ignoranza uno strumento di successo. Ma è questa la strada giusta? Oppure c’è ancora speranza di vedere ricomparire il merito anche in Italia?

SKUOLA.NET - Abbiamo sentito in merito Daniele Grassucci, responsabile editoriale del nostro portale. "Bisogna credere in sé stessi e nelle proprie idee. Quando abbiamo ideato Skuola.net avevamo solo 16 anni e frequentavamo il terzo superiore. Ora quella idea è divenuta una splendida realtà. Avevamo un sogno e lo abbiamo realizzato. Ma senza la tenacia, la volontà e soprattutto lo studio non saremmo mai stati in grado di raggiungere questo obiettivo". Il consiglio per tutti è: "Ragazzi credete nei vostri sogni, non abbiate paura di sognare. Non dimenticate però che lo studio è fondamentale per raggiungere gli obiettivi che vi siete posti".

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Cristina Montini

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